Lisa Montgomery

Giustiziata Lisa Montgomery, 52enne condannata a morte negli Stati Uniti per l’omicidio di una donna incinta a cui strappò il bambino dal grembo. 24 ore prima dell’esecuzione, il giudice distrettuale dell’Indiana aveva disposto la sospensione della pena per condurre una perizia psichiatrica. Decisione che aveva calcato l’acceleratore verso l’ipotesi di un annullamento, poi revocata in favore del sì all’iniezione letale. Era la prima donna nel braccio della morte federale negli ultimi 70 anni: l’ultima esecuzione di una detenuta risale al 1953.

Iniezione letale per Lisa Montgomery

Iniezione letale per Lisa Montgomery, detenuta dal 2007 e condannata a morte negli Stati Uniti per uno dei delitti più efferati che la cronaca ricordi.

Nelle 24 ore precedenti all’esecuzione della pena capitale – stabilita a suo carico da un tribunale del Missouri – aveva beneficiato di una sospensione per essere sottoposta a perizia psichiatrica.

La donna, 52 anni, è stata giustiziata nel penitenziario di Terre Haute, Stato dell’Indiana, dopo una battaglia della difesa che ha sempre sostenuto la sua incapacità di intendere e volere nel tessuto di un’esistenza sfregiata da terribili abusi.

Nessuna possibilità di accedere a una eventuale revisione, dunque: si tratta della prima esecuzione federale di una detenuta negli ultimi 70 anni. Il caso che la precede riguarda Bonnie Heady, uccisa in una camera a gas nel Missouri il 18 dicembre 1953 dopo la condanna a morte per il rapimento e l’omicidio di un bambino di 6 anni.

Il caso Montgomery: l’atroce delitto e la condanna

Il caso di Lisa Montgomery ha generato una profonda frattura nell’opinione pubblica. Secondo la difesa, la donna avrebbe agito nell’incapacità di intendere e volere, esito di una spirale di abusi sessuali e traumi che ne avrebbero compromesso l’esistenza sin dall’infanzia.

Secondo quanto ricostruito in sede processuale, e sintetizzato nella scheda della detenuta dal Dipartimento di Giustizia Usa, Lisa Montgomery strangolò una donna all’ottavo mese di gravidanza, Bobbie Jo Stinnett, 23 anni, le tagliò il ventre con un coltello da cucina e, concluso il massacro, rapì il suo bambino con l’obiettivo di farlo passare come suo.

Era il dicembre 2004. Montgomery era partita dal Kansas verso il Missouri per raggiungere la casa della vittima, fingendo, stando all’accusa, di voler acquistare un animale domestico. Una volta all’interno della residenza, ha brutalmente aggredito la 23enne e le ha strappato il bimbo dal grembo, ancora vivo.

Quel neonato, riporta Associated Press, in realtà era una bambina, sopravvissuta all’orrore e oggi 16enne.

Nel 2007 è arrivata la condanna a morte per Lisa Montgomery. La 52enne è stata dichiarata morta nel cuore della notte americana, tra il 12 e 13 gennaio 2021, dopo l’iniezione letale somministrata nel complesso carcerario federale in cui era stata trasferita per l’esecuzione della pena. Il suo nome è l’undicesimo nell’elenco dei prigionieri giustiziati dal luglio 2020, quando il presidente Usa Donald Trump ha riaperto alle esecuzioni federali dopo 17 anni di stop.

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