Il premier Conte chiede la fiducia al Senato

Il fatidico momento è arrivato. Il Senato della Repubblica italiana ha votato la fiducia al Governo bis di Giuseppe Conte, che dopo aver incassato il sì alla Camera ieri sera si è presentato oggi allo scontro più duro. Non è andata al meglio possibile: Conte non ha la maggioranza assoluta al Senato, ma “solo” quella semplice con 156 voti favorevoli. Tutto da capire ora quale sarà il futuro di questo esecutivo, se saranno dimissioni o si proverà ad andare avanti così.

Conte contro Renzi e Salvini al Senato

La giornata di ieri, conclusasi con una maggioranza assoluta di 321 voti, è stata “avara” di grossi scontri: nell’aula della Camera infatti la voce più forte è stata “solo” quella di Giorgia Meloni, dai banchi dell’opposizione.

Oggi al Senato, invece, Conte ha dovuto affrontare sia Salvini che Renzi, ovvero colui che col ritiro delle Ministre Bellanova e Bonetti e il sottosegretario Scalfarotto ha aperto questa crisi di Governo.

Nel suo discorso, il premier ha ripreso quanto detto ieri alla Camera, ossia la difficoltà di governare dopo la “pugnalata alla schiena” di Italia Viva. “Vi assicuro che è complicato governare con chi mina continuamente un equilibrio politico pazientemente raggiunto dalle forze di maggioranza” ha detto in aula.

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Renzi: “Serve Governo più forte

A stretto giro, è arrivata la replica di Matteo Renzi: “Sono mesi che chiediamo una svolta. Non siamo irresponsabili” ha detto l’ex premier, sordo all’accusa di Conte di essersi lamentato di un Recovery Plan discusso anche dalle sue forze politiche nel Governo. Esecutivo del quale Renzi ha detto: “Non è il Governo più bello del mondo: pensiamo ci sia bisogno di un governo più forte, non pensiamo possa bastare la narrazione de ‘gli altri Paesi ci copiano“.

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L’attacco di Matteo Salvini: “Dibattito surreale

Poco prima del voto, è toccato a Matteo Salvini parlare. Un intervento che si è concluso nel caos, con una infelice presunta citazione di Conte sui senatori a vita che ha scatenato l’Aula del Senato. Prima, Salvini ha parlato di “dibattito surreale” e di “crisi tutta in casa vostra”. Attacca poi l’attitudine europeista del Governo, ritenuto “incapace” e “fesso”. Il leader della Lega ha poi rilanciato la volontà del centrodestra di andare al voto e quindi di negare la fiducia a Conte.

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Fiducia al Senato: 2 sì da Forza Italia, “var” per 2 senatori

Dopo un’altra lunga giornata si è arrivati all’atteso epilogo. Italia Viva aveva già annunciato l’astensione al voto, cosa che aveva complicato i conteggi di Conte e dei suoi. Durante la prima chiamata IV si è fatta segnare assente, alla seconda invece c’è stata astensione di massa. Tra le sorprese, 2 voti di Forza Italia a sostegno del premier (espulsi dal partito) e la lunga attesa alla fine della seconda chiamata, quando sul “gong” sono arrivati i senatori Ciampolillo e Nencini a voler esprimere il voto.

La Casellati e i senatori-questori sono dovuti ricorrere “al var” per dirimere la questione, che li hanno poi riammessi alla votazione.

Fiducia a Conte: l’esito del voto al Senato

Alla fine, però, Conte non ha ottenuto la maggioranza assoluta al Senato. In totale sono stati 156 i voti di fiducia favorevoli, 140 contrari, 16 invece gli astenuti. Sui 321 senatori di Palazzo Madama, erano presenti in 313. Conte, oggi, aveva detto: “Certo c’è un problema di numeri: se non ci sono il governo va a casa, non va avanti“. Una maggioranza semplice, risicatissima, c’è: basterà per andare avanti?

Ora tocca di nuovo al premier esprimersi.

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