tiziana cantone

A 5 anni dalla morte, cambiano le carte in tavola nel caso della morte di Tiziana Cantone: non si parla di suicidio o di istigazione al suicidio ma oggi, per la prima volta, le autorità indagano per omicidio.

Fondamentale è stato il ritrovamento di due Dna maschili sulla sciarpa che la ragazza aveva stretta al collo, e che era legata a una trave di casa sua, quando è stata ritrovata morta.

Il ritrovamento del Dna

A trovare le tracce di Dna sono stati gli esperti che ultimamente hanno ripreso in mano il caso, dopo che l’Emme Team, gruppo di informatici statunitensi, aveva scoperto che dopo il sequestro da parte delle autorità il cellulare ed il tablet della ragazza erano stati manomessi.

Per questo motivo era già stato aperto un fascicolo per frode processuale.

È Maria Teresa Giglio, madre della vittima il motore che ha avviato lo sviluppo delle indagini sulla morte di Tiziana. La donna ha infatti affidato le ricerche al team legale che ha acquisito i reperti di Dna. Ora, gli elementi probatori acquisiti hanno portato la Procura ad aprire un fascicolo per omicidio, anche se i magistrati per ora parlano di “atto dovuto”.

Aperta indagine per frode processuale

Per quanto riguarda l’indagine per frode processuale, scaturisce dagli ultimi risultati emersi dalle analisi degli esperti informatici, in quanto l’Emme team avrebbe scoperto che dopo il sequestro il telefono sarebbe stato acceso, sbloccato e utilizzato, mentre gli investigatori nel 2016 avevano detto di non essere riusciti ad accedere ai dati contenuti sul telefono perché non sarebbero riusciti a sbloccare il codice d’accesso.

Maria Teresa Giglio: “Io ho vinto”

Maria Teresa Giglio, dal suo profilo Facebook, ha commentato con gioia gli ultimi sviluppi della vicenda:Una vita spezzata che ora finalmente ha acquistato un senso, dopo tanti depistaggi.

Nella vita non serve solo la speranza ma la resistenza, la lotta per una causa giusta, la forza del cuore per farcela. ‘Io ho vinto‘. Ho vinto quando altri non ci credevano, restavo lì a combattere, ho vinto perché ho avuto finalmente la fortuna di imbattermi in professionisti eccellenti e con un cuore grande. Non ho mai pensato di arrendermi, anche quando nessuno credeva che ce l’avrei fatta”.

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