Manuel Bortuzzo

Manuel Bortuzzo, con la sua storia di coraggio e determinazione, è riuscito a conquistare il cuore di tutti: il nuotatore a soli 22 anni ha dovuto affrontare il dramma di un’aggressione a colpi d’arma da fuoco e la conseguente paralisi degli arti inferiori. Ha all’attivo un libro nel quale racconta del suo sogno di ritornare a camminare ed è stato protagonista nel cinema e nella televisione

Bortuzzo ha lanciato recentemente una provocazione: ha dichiarato che vorrebbe partecipare come concorrente al Grande Fratello, per mostrare il vero volto della disabilità nel quotidiano.

La passione per il nuoto

Manuel Bortuzzo è nato a Trieste il 3 maggio 1999, ma quando è ancora un bambino la sua famiglia decide di trasferirsi a Treviso dove comincia a coltivare la passione per il nuoto.

 Il suo talento ed il suo amore per questo sport lo porteranno ad allenarsi con determinazione fino ad arrivare ad essere un atleta del Centro Federale di Ostia, dove diventerà una promessa del mezzofondo specializzandosi nei 400 e nei 1500.  Manuel si allena con atleti del calibro di Gregorio Paltrineri e Gabriele Detti, coltivando il sogno di diventare un campione del nuoto.

L’agguato

i suoi sogni di atleta sembrano svanire nel nulla nella notte tra il 2 e il 3 febbraio 2019, quando viene raggiunto da due colpi di pistola alla schiena durante un agguato all’Axa, periferia di Roma, rimanendo paralizzato.

Manuel si trovava con la fidanzata Martina davanti ad un distributore di sigarette, quando ad un certo punto è passato alle loro spalle uno scooter di colore nero con a bordo due persone che ha aperto il fuoco con tre colpi di pistola.

Gli autori del grave gesto Lorenzo Marinelli e Daniel Bazzano, inizialmente condannati a 16 anni di carcere, dovranno scontare, secondo la Corte d’Appello di Roma, la pena scontata a 14 anni e 8 mesi.

In appello era infatti caduta l’accusa di tentato omicidio nei confronti della fidanzata di Bortuzzo, che era a fianco del nuotatore al momento degli spari.

Manuel, nonostante la sofferenza, ha deciso di non arrendersi alla sua condizione ed ha tirato fuori la voglia di vivere e soprattutto il suo desiderio di riscatto.

Un libro e il cinema

Il 5 novembre 2019 pubblica il suo primo libro Rinascere. L’anno in cui ho ricominciato a vivere, nel quale racconta tutta la sua storia e di come sia rinato guardando i lati positivi di questa folle e tragica vicenda.  A proposito di questo dice: “Ciò che conta è che ho imparato quanto vale la pena piangere, soffrire, sacrificarsi, pur di raggiungere un risultato a cui teniamo, perché la soddisfazione ripaga di tutta la fatica fatta.

Ho conosciuto l’abisso della disperazione, e ne sono venuto fuori, ora posso dirlo, sulle mie gambe. L’unica strada che conosco per rinascere.”     

Sulla scia del successo del libro arriva l’opportunità del cinema: Raul Bova ha infatti deciso di essere alla regia de “L’ultima gara” e di raccontare la storia di 4 nuotatori:  Emiliano Brembilla, Massimiliano Rosolino, Filippo Magnini e Manuel Bortuzzo scelto per la sua storia di forza e coraggio.

Il legame con Martina

La sua fidanzata  Martina combatte sin dall’inizio al suo fianco e non l’ha mai abbandonato: anche lei è una nuotatrice e il loro è un amore nato tra vasche e amici comuni.  Martina si allenava con le Fiamme Gialle al polo natatorio di  Ostia quando ha conosciuto Manuel e da quel momento i due non si sono più lasciati.  

Dal momento dell’incidente Martina, la fidanzata, non ha più voluto nuotare ed ha speso le sue energie lottando al fianco del fidanzato per avere giustizia.

Arriva la televisione

A partire da settembre 2019 si aprono le porte della televisione quando Marco Liorni lo sceglie come saggio fisso alla trasmissione di Rai 1 Italia Sì accanto a Rita Dalla Chiesa, Elena Santarelli e Mauro Coruzzi.

  Il programma è uno spazio libero, dove persone comuni raccontano avvenimenti importanti della loro vita svelando emozioni e difficoltà.

In una recente intervista rilasciata al Messaggero ha dichiarato di voler partecipare al Grande Fratello per poter avvicinare le persone a casa al mondo della disabilità.  Sotto le telecamere 24 h su 24 emergerebbero le reali criticità che una persona in carrozzina affronta nella quotidianità. Ma senza dimenticare il sorriso perché è  ironizzando, anche su se stessi, che si superano le difficoltà.

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