mercati affolati con persone con mascherine

Viene diffusa in questi minuti la bozza del monitoraggio settimanale sull’emergenza Coronavirus in Italia. Dai dati che sarebbero emersi, non ci sarebbero sostanziali cambiamenti nei principali indici da tenere sott’occhio, tra cui quelli di trasmissibilità medio sul territorio. Lo stallo mette sul chi va là la Cabina di Regia, ma intanto le Regioni in giallo salgono a 16.

Indice Rt ancora fermo a 0,84

Secondo quanto viene riportato da numerose agenzie di stampa, l’Istituto Superiore di Sanità e la Cabina di Regia non avrebbero rilevato alcun cambiamento nell’indice Rt a livello nazionale: 0,84 settimana scorsa, 0,84 dai dati di questa settimana.

Non una brutta notizia, di per sé, ma il fatto che non ci sia stato neanche un miglioramento fa pensare ad uno stallo nella decrescita della curva epidemiologica e, conseguentemente, alzare il livello d’allarme.

Dai dati emersi, l’incidenza dei casi sarebbe ancora alta: 273,01 casi per 100.000 abitanti (settimana scorsa erano 289,35). A preoccupare sarebbe soprattutto la tendenza al rialzo dei casi in almeno 13 Regioni: settimana scorsa solo una era classificata ad alto rischio, questa settimana invece sono 3 (Bolzano, Umbria e Puglia).

Covid, lieve peggioramento in Italia

Da questi dati, cui si aggiunge il fatto che il range medio della trasmissibilità è tornato ad essere oltre a 1 nel suo valore superiore, arriva il parere critico della Cabina di Regia.

C’è quindi “un lieve generale peggioramento della epidemia“, secondo quanto riporta la bozza divulgata dalle agenzie. Si aggiungono alcuni segnali in controtendenza, che potrebbero “preludere ad un nuovo rapido aumento diffuso nel numero dei casi nelle prossime settimane“. Il timore, insomma, è che “l’effetto Natale” sia finito e che, quindi, le minori restrizioni stiano causando ora lo stallo, poi una possibile risalita dei numeri.

La situazione delle Regioni

Settimana scorsa l’Italia ha raggiunto un obiettivo sperato: non avere più zone rosse. Dai dati di questa settimana, però, le cose potrebbero già cambiare in peggio: la Provincia Autonoma di Bolzano ha annunciato un lockdown per 3 settimane (nonostante per il Cts sia in zona arancione), e si starebbe valutando di spostare in zona rossa l’Umbria, anch’essa con un indice Rt sopra 1.

Riguardo le altre Regioni, non dovrebbero esserci grossi cambiamenti se non il passaggio della Sardegna in zona gialla. In arancione, dovrebbero rimanere quindi Sicilia e Puglia, con l’Umbria appunto in attesa di conoscere il proprio destino.

Nella regione centrale, il problema è l’alto numero di casi registrati in ospedale, molti dei quali di variante brasiliana e inglese.

Riaprono gli impianti sciistici

Dalla giornata di ieri, è emerso inoltre un altro importante passo avanti del Cts: è arrivato l’ok alla riapertura degli impianti sciistici a partire dal 15 febbraio, ma solo in zona gialla. Tra le altre misure da adottare, la capacità massima del 50% per gli impianti stessi.

Sono state le Regioni stesse a presentare, lo scorso 28 gennaio, un protocollo Covid per poter riaprire le piste: bocciata la proposta di tenerle aperte anche in zona arancione, e inoltre ogni impianto dovrà avere un referente Covid e garantire, sempre, il distanziamento sociale.

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