Matteo Renzi dopo le consultazioni con Mario Draghi

Seconda giornata di consultazioni per Mario Draghi, premier incaricato da Mattarella che sta iniziando a riscuotere i primi sì e no ad un possibile Governo. Tecnico o politico che sia, l’ex presidente della Bce potrà contare sul sostegno pieno di Matteo Renzi, l’uomo che più sembra entusiasta della svolta politica raggiunta con l’intervento del Capo di Stato.

Consultazioni, il sì di IV a Draghi

Proprio verso Sergio Mattarella sono state dedicate le prime parole di Matteo Renzi, che ha guidato la delegazione di Italia Viva alle consultazioni con Mario Draghi. Già dopo l’annuncio della convocazione di Draghi, Renzi & co avevano espresso vivo entusiasmo per la sua decisione e così hanno ribadito oggi.

Italia viva esprime un deferente messaggio di riconoscenza al Presidente della Repubblica per l’autorevole e alto magistero, per la grande capacità di risoluzione della crisi di governo ed essere stato ed essere un arbitro rispettoso delle regole“.

Quindi, Renzi è arrivato a parlare di Mario Draghi: “Averlo individuato come interlocutore per formare un nuovo governo ha portato immediatamente una ventata di credibilità e fiducia nel Paese“.

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Italia Viva con Draghi in qualsiasi caso

La stima di Renzi verso l’ex Presidente della Bce lo porta a definirlo “una polizza assicurativa per i nostri figli e nipoti“.

L’ex premier ha sottolineato particolarmente il fatto che “Siamo nel periodo storico in cui l’Italia avrà più soldi da spendere nella storia” e che per questo è importante avere una figura come Draghi a gestire questo passaggio.

Da qui, la decisione di Italia Viva: “Sosterremo il governo Draghi indipendentemente da quanti ministri tecnici e politici ci saranno“. Un modo, da parte di Renzi, per smarcarsi anche dalle accuse di M5S e PD di aver fatto naufragare le trattative di un Conte Ter perchè voleva più poltrone; più probabilmente, lo dimostrano le sue parole, ha fatto saltare il banco apposta per puntare alla carta governo istituzionale.

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Governo Draghi, i pareri di LEU e Autonomie

Prima dell’incontro con IV, Mario Draghi ha incontrato anche un’altra forza di maggioranza, Liberi e Uguali. Al termine, Federico Fornaro non è stato altrettanto chiaramente a favore, dichiarando: “È difficile tenere insieme forze che hanno difeso le scelte del governo con chi a settimane alterne era per chiudere o aprire e lisciava il pelo al negazionismo.

Non firmeremo mai il programma di un governo in cui ci sia la flat tax. Un messaggio chiaro a Draghi, costretto a breve a scegliere da che parte voltarsi: “Questa maggioranza è incompatibile con la presenza di forze come la Lega e le forze sovraniste della destra” ribadisce Leu.

Il Gruppo Autonomie del Senato, invece, si è dichiarato “disponibili ad ogni soluzione che dia stabilità, in una cornice europea e nel rispetto delle autonomie speciali e delle minoranze minoranze“. Draghi quindi può aggiornare il pallottoliere con questi numeri, benché anche le Autonomie spingano per un esecutivo politico: “Con i governi tecnici non abbiamo avuto buone esperienze per i nostri piccoli territori“-

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