Mario Draghi

Sono ripartite le consultazioni di Mario Draghi, premier incaricato al secondo giro di incontri prima di sciogliere le riserve sul suo eventuale esecutivo. Stando a quanto emerso nel corso della prima settimana, però, Draghi avrebbe solo l’imbarazzo della scelta, dopo i sì della Lega e del M5S (quest’ultimo però voterà il 10 o 11 febbraio sulla piattaforma Rosseau). Dagli incontri di oggi, sono emersi alcuni dei punti che comporrebbero il programma del Governo Draghi.

Draghi disegna l’Italia che verrà

Probabilmente, molto del programma in corso di definizione dipenderà alla fine da quale maggioranza Mario Draghi deciderà di avere.

Per ora, sono in pochi a mettere veti ma unire tutte le diverse anime, pur sotto la bandiera di Mattarella e il suo appello all’unità nazionale, non sarà facile. Il futuro governo tecnico-politico di Mario Draghi potrebbe dover vivere di costanti mediazioni e compromessi tra le parti, specie se sostenuto da partiti di destra e sinistra, dalla Lega a Leu.

Dalla giornata di oggi, però, sono emersi alcuni dei punti programmatici che Draghi esporrà nel corso del secondo giro di consultazioni. Si sono delineati circa 8 punti e almeno 3 riforme. A riferirli, sono stati soprattutto i primi parlamentari e delegati ad incontrarlo oggi.

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Il programma di Mario Draghi

Secondo quanto riferito da un parlamentare citato da Adnkronos, oggi “Ha parlato molto lui e c’è stato poco spazio per le domande da parte nostra“. Di tutto questo parlare, sono emersi 8 punti o macro aree su cui Draghi vorrebbe concentrarsi, se otterrà la fiducia. Al primo posto, un governo “convintamente europeista con un forte richiamo all’atlantismo“. Non un mistero, ma anzi il motivo per cui Mattarella si è affidato a lui e alla sua esperienza da Presidente della Bce: lavorare con l’Europa e mandare in porto il Recovery Plan da 222 miliardi di euro.

Quindi, l’urgente problema della campagna vaccinale contro il Coronavirus, che Draghi avrebbe indicato come “il più imminente“. Direttamente collegato c’è il tema del lavoro e della ripresa, che “si aspetta ma che sarà molto lenta“. Fondamentale quindi sarà “tutelare le persone che non avranno il lavoro“.

Lavoro, ambiente e riforme

Sul tema dei bonus e ristori, su cui l’Italia è sostanzialmente dipesa nel corso dell’ultimo anno, Draghi sembra avere idee diverse: “ha detto che bisogna evitare di erogare contributi a fondo perduto, ma bisogna finanziare le imprese per consentire a loro di poter riprendere l’attività una volta superata la crisi“, ha riferito Manfred Schullian delle minoranze linguistiche, dopo l’incontro.

Non è esclusa quindi una rimodulazione o abrogazione di alcuni ristori. Draghi, inoltre, avrebbe anche anticipato che bisognerà fare “qualcosa anche per le banche“.

Sempre il rappresentante del Südtiroler Volkspartei, ha poi confermato che per Draghi sarà centrale il tema dell’ambiente, che toccherà di riflesso altri punti del programma.

Questo, dovrebbe contare anche almeno 3 grandi riforme: una per la pubblica amministrazione, una per il fisco e una per la giustizia civile. Su quest’ultima, si è espressa Emma Bonino: “Abbiamo aggiunto non solo la giustizia amministrativa, civile, ma anche quella penale con l’addentellato drammatico della situazione delle carceri italiane“.

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Scuola, possibile un prolungamento dell’anno

Infine, un tema a lungo dibattuto e critico in questi mesi di pandemia: la scuola. Dagli incontri di oggi è emerso che Mario Draghi starebbe valutando di prolungare l’anno scolastico in corso.

Sarebbero infatti troppi, per il premier incaricato, i giorni di scuola persi sinora e da qui emerge la necessità di ripensare e rimodulare il calendario: l’anno scolastico in corso potrebbe quindi durare un mese in più e andare avanti fino a fine giugno. Centrale anche il tema delle assunzioni di nuovi insegnanti, per evitare uno “scoperto” in caso di una nuova situazione di emergenza.

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