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Ultime ore o al massimo giorni prima che il destino del prossimo Governo Draghi sia compiuto. Che l’ex presidente della Bce scioglierà la riserva in modo positivo non dovrebbe essere in dubbio: al momento il suo esecutivo potrebbe contare su una larga maggioranza parlamentare, sia che il M5S dia l’appoggio oppure no. Alle 18 di mercoledì 10 si è chiusa la votazione sulla piattaforma Rousseau ed è stato rivelato l’esito del voto su un quesito definito però “manipolatorio”.

Il quesito del M5S su Mario Draghi

La democrazia dal basso del Movimento è tornata in azione: nel momento del bisogno, i pentastellati si sono rivolti alla base per decidere cosa fare, se schierarsi con la larghissima maggioranza di Draghi – che conta PD, Lega, Leu, Fratelli d’Italia e partiti minori – oppure passare all’opposizione con Giorgia Meloni.

I 5 Stelle sono il partito con più seggi sia alla Camera che al Senato, ma il loro voto non dovrebbe mettere in crisi le possibilità di Draghi, specie con il sì della Lega.

La domanda fatta sulla piattaforma Rousseau, però. è stata definitva manipolatoria da 13 parlamentari grillini. Agli iscritti è stato chiesto: “Sei d’accordo che il MoVimento sostenga un governo tecnico-politico: che preveda un super-Ministero della Transizione Ecologica e che difenda i principali risultati raggiunti dal MoVimento, con le altre forze politiche indicate dal presidente incaricato Mario Draghi?”.

Una formulazione che però contiene in se stessa parte della risposta.

Polemiche sulla domanda su Rousseau

Specificando infatti che un eventuale partecipazione al Governo Draghi vorrebbe dire difendere quanto fatto sinora dal Movimento, si insinua implicitamente che non partecipare a questo Governo sarebbe una possibile sconfitta. I 13 contrari, riportano le fonti, sottolineano che è “tendenziosa e palesemente volta a inibire il voto contrario alla partecipazione del M5s al Governo Draghi“.

Tra i motivi di critica, c’è anche il riferimento al tanto discusso Super Ministero della Transizione Ecologica, che per i “dissidenti” pentastellati sarebbe solo un altro nome per qualcosa che già esiste, ovvero il Dipartimento per la Transizione Ecologica. Per il super Ministero, comunque, è già impazzato il toto-ministri.

M5S, l’esito del voto sul governo Draghi

Gli iscritti hanno avuto modo di votare dalle 10 alle 18 di giovedì 11 febbraio e al termine è stato divulgato l’esito. Casaleggio ha ricordato innanzitutto i dati delle precedenti votazioni: per il voto sul Conte 1 in 10 ore avevano votato in 4.480 utenti all’ora, per il Conte 2 8.844 in 9 ore.

Per il voto di oggi, si è toccato un nuovo picco: 9.317 persone all’ora in 8 ore.

Quindi, il risultato del voto: Aventi diritti 119.544, voti espressi 74.537. Risultato: sì 44.177 pari al 59,3%, no 30.360 pari al 40,7%. Il M5S ha quindi votato Sì al Governo Mario Draghi, che potrà così contare su una maggioranza ampissima. Parte ora il conto alla rovescia per il giuramento e l’inizio del nuovo governo

Possibile “retrofront” dei 5Stelle senza Super Ministero?

Dalla base è arrivato il sì, ma non tutti sono soddisfatti del voto. Fonti raccolte da The Social Post hanno infatti tenuto aperta una possibilità che potrebbe ribaltare tutto: se, infatti, dal programma di governo in arrivo dovesse per qualche motivo “saltare” il Super Ministero, allora i 5 Stelle potrebbero votare no perchè decaderebbe il quesito su Rousseau.

Roberto Fico, subito dopo il voto, ha parlato di “assunzione di responsabilità” derivante dal voto, e Vito Crimi ha certificato che “Siamo pronti a metterci a lavoro e a disposizione del presidente del Consiglio incaricato per i prossimi passaggi“.

Per il futuro, però, non si possono escludere al 100% altri possibili colpi di scena, per una crisi di Governo che ha già regalato una Lega europeista e una possibile maggioranza larga come mai prima d’ora.

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