Mario Draghi con la mascherina, primo piano

Il momento più atteso di questi giorni è arrivato. Tra dubbi sul quesito e dubbi sulla possibilità concreta che si votasse, oggi è il giorno del MoVimento e di Rousseau. Il governo Draghi è a un passo dalla sua creazione, mentre il premier incaricato attende già proiettato verso la sua squadra di governo. Del resto Draghi non ha molti dubbi sulla sua maggioranza, decisamente ampia, mentre l’unico no al momento è quello incassato da Giorgia Meloni.

Il totoministri

Palazzo Chigi frena sui nomi che circolano in queste ore, ma l’Italia ha fame di capire quale sarà il futuro, soprattutto quello nei ministeri chiave, da quello dell’Economia alla Sanità, i settori più colpiti dalla crisi dovuta alla pandemia di Covid-19.

I nomi dei Ministeri chiave

Il Ministro dell’Economia del governo Draghi potrebbe essere Daniele Franco. Al momento il suo nome è quello che più si vocifera, Franco è bellunese, classe 1953, e soprattutto è Direttore Generale di Bankitalia dal 1° gennaio 2020. Certo il suo nome non è l’unico, in corso sembra esserci anche l’avvocato Luisa Torchia.

Meno dubbi sembrano esserci per il Ministro dell’Interno. La scelta per il Viminale sembra ricadere su Luciana Lamorgese, una riconferma quindi la sua, anche se al momento si sente parlare anche di Lamberto Gianni, un super esperto di terrorismo.

 

Il bilico resta il ministero della Sanità. Dal momento dell’accettazione dell’incarico da parte di Mario Draghi, il nome che si è fatto è stato quello di Ilaria Capua, preferendo quindi dare un senso di discontinuità con il Conte bis.

Ministero della Transizione ecologica

Governo Draghi e Ministero della Transizione ecologica. Sono queste le parole chiave che riassumono la fine delle consultazioni. Aveva iniziato a spingere per per questo nuovo ministero Beppe Grillo, che l’aveva messo nel programma come punto imprescindibile, incontrato Draghi sembrava ci fosse un’apertura verso i 5 stelle, ma la conferma arriva dopo l’incontro del presidente incaricato con Donatella Bianchi, presidente del Wwf.

Proprio lei annuncia che “ci sarà un ministero della transizione ecologica” che Grillo aveva descritto come “un Super-Ministero per la transizione ecologica fonde le competenze per lo sviluppo economico, l’energia e l’ambiente“.

Che cos’è il Ministero della Transizione ecologica

Il Ministero della Transizione ecologica è un ministero che unisce da un lato le competenze di quello dell’Ambiente e dall’altro lo Sviluppo.

Le linee da seguire sono quelle dettate da altri Paesi che già lo hanno implementato: Francia, Spagna, Svizzera e Costa Rica. In Spagna, per esempio, il ministero concentra il suo lavoro nella lotta al cambiamento climatico, protezione del patrimonio naturale e della transizione energetica.

Il totonomi per il super-ministero della Transizione ecologica

I nomi per il nuovo ministero della nascente maggioranza non suonano certo nuovi. In pole, al momento, potrebbe esserci Enrico Giovannini, un economista, noto si cittadini per essere stato il ministro del Lavoro nel governo Letta, quel “Enrico stai sereno” fatto cadere proprio da Matteo Renzi.

A seguire anche il nome di Walter Ganapini, membro del Comitato scientifico dell’Agenzia europea dell’Ambiente.

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