Alessandro Di Battista lascia il M5S

Il giorno dopo aver comunicato il suo addio al Movimento 5 Stelle, Alessandro Di Battista si sente vittima di “rappresaglie mediatiche” a suo danno. La sua critica arriva dopo aver condiviso un articolo incentrato su Berlusconi e la Trattativa Stato-Mafia. La partecipazione di Forza Italia nel nuovo Governo Draghi in corso d’avvio, potrebbe quindi essere tra le cause che hanno spinto al suo brusco addio ai pentastellati.

Di Battista lascia il M5S: “Non parla a nome mio

Un ora dopo la comunicazione del voto sulla piattaforma Rousseau, che ha decretato il sì del M5S al sostegno di un Governo guidato da Mario Draghi, è arrivato il primo duro cenno di dissenso.

Di fronte al 59,7% di preferenze per il sì, Alessandro Di Battista ha deciso di lasciare il gruppo di cui è stato assoluto protagonista, soprattutto nel corso del primo (e unico per lui) mandato parlamentare: “Non posso far altro che farmi da parte, non parlerò più a nome del MoVimento 5 Stelle anche perché il MoVimento 5 stelle non parla a nome mio e questa è l’assoluta verità” ha dichiarato in un video.

Alla base della scelta, il fatto che di non volersi immischiare “con un governo che è nato per sistematizzare e buttare giù un presidente per bene come Conte, io questa cosa non riesco a buttarla giù“.

A spingerlo all’addio, però, anche un nemico storico e dai prossimi giorni nuovo alleato in maggioranza dei 5 Stelle: Silvio Berlusconi.

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Di Battista contro Berlusconi: “Metto in fila i fatti”

Nel day after l’addio ai grillini, Di Battista ha infatti condiviso un post che prende le mosse da un suo articolo per TPI, nel quale sottolinea l’impresentabilità di Silvio Berlusconi e di Forza Italia come alleato del Movimento. Nel pezzo, Di Battista si concentra infatti sulla Trattativa Stato-Mafia, con la cui sentenza di primo grado si è finora acclarato che Silvio Berlusconi ebbe relazioni e pagò esponenti di Cosa Nostra, responsabili delle peggiori stragi degli anni ’80 e ’90.

Questo aspetto rende la possibile maggioranza con Movimento e Forza Italia una “crisi etica. “Non è accettabile dividere questioni economiche da questioni morali” scrive Di Battista, ricordando gli imprenditori assassinati ribellandosi al pizzo: “E l’hanno fatto mentre un imprenditore che oggi viene ricevuto con tutti gli onori nelle stanze del potere romano non ha fatto altro che pagare, pagare e ancora pagare.

Ed oggi rischia di tornare al governo del Paese“.

Rappresaglia mediatica contro Di Battista?

Nel condividere il post, Di Battista usa parole forti: “È partita la rappresaglia mediatica contro di me dai giornali berlusconiani“. La causa, per lui, è proprio l’articolo scritto: “Qui ho messo in fila fatti. Solo fatti provati e sentenze. Il quadro è da film horror“. Quindi, l’ex parlamentare ribadisce il punto: “Un partito come Forza Italia (nato con determinati presupposti, con determinate relazioni e con determinati obiettivi), probabilmente, nelle prossime ore, tornerà al governo del Paese“.

Un Governo del quale potrebbe far parte il M5S – se e in che misura dipenderà dalla commistione tra tecnico e politico decisa da Draghi – senza uno dei suoi volti storici, nonostante i recenti appelli a restare o tornare di Casaleggio e Di Maio.

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