giorgia meloni nel suo intervento alla Camera

Dopo il voto di ieri in Senato, in cui il presidente del Consiglio Mario Draghi ha incassato la Fiducia, oggi è la volta della Camera dei Deputati. La lunga giornata politica è iniziata non senza scossoni, particolarmente per il Movimento 5 Stelle, che ha espulso i senatori che hanno votato contro la formazione del nuovo governo.

L’esecutivo Draghi è appoggiato da larga parte delle forze politiche, tranne che da Fratelli d’Italia, come confermato dalla sua presidente Giorgia Meloni nel suo intervento a Montecitorio.

L’intervento di Giorgia Meloni alla Camera

Giorgia Meloni, nello spazio riservato alle repliche al discorso del presidente Draghi, ha espresso la sua posizione e quella del suo partito.

La deputata di Fratelli d’Italia ha esordito con una citazione di Bertolt Brecht: “Ci si sedemmo dalla parte del torto perché tutti gli altri posti erano occupati“.

Il discorso di Meloni ha evidenziato come la scelta di non votare la Fiducia al nuovo governo sia stata una scelta dettata da senso di “coerenza” e “serietà“. C’è anche una questione politica, continua Giorgia Meloni, “che in troppi fanno finta di non vedere“.

Fratelli d’Italia unici all’opposizione

La presidente di Fratelli d’Italia sottolinea che l’anomalia principale è la mancanza di un’opposizione al governo, tranne che per FdI.

Unico Paese europeo ad avere alla guida del proprio governo una persona che non è stata né direttamente né indirettamente legittimata da un voto popolare e unica democrazia al mondo senza un’opposizione parlamentare“, spiega Meloni.

Questo avrebbe avvicinato l’Italia “più alla Corea del Nord che all’Occidente“, continua, “La nostra è stata una scelta ponderata, certo scomoda. Noi scegliamo di dire no all’idea che l’Italia sia una democrazia di serie B“.

Il monito a Draghi

Giorgia Meloni nel suo discorso si rivolge al presidente Draghi, sperando che riesca a fare bene e che aiuti i tanti imprenditori e lavoratori che “gioiscono per la fine del governo degli incapaci“.

Per la deputata, però, il problema è che neanche l’autorevolezza di Draghi “riesce a nascondere il fatto che quegli incapaci sono ancora lì, al suo fianco“, a suo dire colpevoli di aver affossato l’Italia.

In particolare, Meloni ha nel mirino le riconferme di Luigi Di Maio e Roberto Speranza agli Esteri e alla Sanità. “E perché Domenico Arcuri è ancora lì?“, attacca Giorgia Meloni, accusando il commissario straordinario di non aver gestito al meglio le forniture per la crisi pandemica.

La mina del Movimento 5 Stelle

Giorgia Meloni non è però l’unica a opporsi alla fiducia. Oltre a Nicola Fratoianni, di Sinistra Italia, ci sono anche i dissidenti del Movimento 5 Stelle, espulsi dal partito dopo il voto di ieri. Si tratta di 15 senatori e i numeri potrebbero essere gli stessi alla Camera dei Deputati. I senatori al momento si dividono, con alcuni che contestano la cacciata e altri che meditano sulla possibilità di formare un nuovo gruppo parlamentare.

Beppe Grillo: “I grillini non sono più marziani”

La defezione all’interno del Movimento 5 Stelle non ha scalfito l’appoggio adamantino del garante Beppe Grillo, che con un post nel suo blog ha confermato la fedeltà a Draghi.

I Grillini non sono più marziani“, esordisce Grillo, aggiungendo gli interventi dei deputati pentastellati.

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