mario draghi alla camera per il voto di fiducia

Il presidente del Consiglio Mario Draghi, dopo il voto di ieri al Senato, incassa la Fiducia anche alla Camera dei Deputati. L’Aula di Montecitorio ha conferito una larga maggioranza al nuovo esecutivo, con 535 sì, 5 astenuti e 56 contrari, su un totale di 629 deputati presenti. Solo il governo Monti ha superato questo numero di voti favorevoli, con 556 sì. All’opposizione rimane Fratelli d’Italia, con Giorgia Meloni che ha oggi chiarito alla Camera la posizione del suo partito e ha accolto il passaggio di un ex deputato della Lega contrario alla Fiducia.

La scissione del Movimento 5 Stelle

Sono 16 i deputati del Movimento 5 Stelle, dopo i 10 che si sono iscritti per parlare in modo autonomo rispetto alla forza politica di appartenenza, che hanno esternato le loro rimostranze contro il governo Draghi anche nell’urna.

Gli astenuti sono invece stati 4. I contrari sono i deputati Baroni, Cabras, Colletti, Corda, Costanzo, Forciniti, Giuliodori, Maniero, Russo, Sapia, Sarli, Spessotto, Termini, Testamento, Vallascas e Volpi.

I deputati pentastellati hanno seguito l’esempio dei colleghi che ieri al Senato hanno votato contro la Fiducia, contro le indicazioni del voto tenutosi sulla piattaforma Rousseau, e dei suoi dirigenti.

Sembra sempre più probabile ora la formazione di un nuovo gruppo parlamentare con gli espulsi dal Movimento 5 Stelle.

Il discorso di Draghi alla Camera

Nel suo intervento alla Camera dei Deputati, Mario Draghi non ha replicato quanto detto ieri al Senato, su cui i deputati si sono basati per il voto della Fiducia. Mario Draghi ha evidenziato alcuni punto fondamentali dell’azione di governo, tra cui la lotta contro la corruzione: “Un Paese capace di attrarre investitori deve difendersi dai fenomeni corruttivi. Questi portano a effetti depressivi sul tessuto economico e sulla libera concorrenza“.

Il presidente del Consiglio ha toccato temi come la durata dei processi, nell’ambito della riforma della giustizia penale e civile, che deve essere “di durata ragionevole in linea con la durata degli altri Paesi europei“. Poi sburocratizzazione, sostegno al turismo e allo sport (argomento non affrontato ieri al Senato), e attenzione al sovraffollamento delle carceri.

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