Svegliati amore mio: la vera storia che ha ispirato il personaggio di Nanà nella serie tv con Sabrina Ferilli

Svegliati amore mio è il titolo della miniserie in 3 puntate ideata da Simona Izzo e Ricky Tognazzi che, a partire dallo scorso mercoledì 24 marzo, sta andando in onda in prima serata su Canale 5. L’esordio ha conquistato quasi 4 milioni di spettatori, aggiudicandosi il 16.10% di share. La fiction racconta una storia molto drammatica.

Nanà, interpretata da Sabrina Ferilli, è una donna che lavora come parrucchiera in un piccolo salone mentre il marito Sergio, l’attore Ettore Bassi, è operaio presso l’acciaieria Ghisal. Un giorno la loro vita viene sconvolta: Sara, la loro figlia appena 12enne, ha la leucemia.

Inizia così una battaglia contro le istituzioni e i timori dei concittadini per accertare il legame tra la malattia e le esalazioni tossiche della fabbrica che incombe sul paese. In molti si sono chiesti se l’aderenza tra realtà e fiction fosse casuale o meno ma a fugare ogni dubbio ci hanno pensato i 2 registi.

Svegliati amore mio: la vera storia di Nanà, una donna coraggiosa

Come hanno avuto modo di spiegare Simona Izzo e Ricky Tognazzi a Fanpage.it, il personaggio di Nanà e l’intera vicenda narrata nascerebbe da una storia vera. I 2 registi avrebbero infatti avuto modo di incontrare una donna che ha realmente avrebbe vissuto questa tragedia familiare.

La persona in questione ha preferito rimanere nell’anonimato, senza specificare neanche la sua provenienza. Certo è che quando si parla di inquinamento ambientale, la mente ci riporta immediatamente all’Ilva di Taranto. 

Dopo aver ascoltato il racconto di questa donna, i registi si sono sentiti in dovere di portare sul piccolo schermo il dramma vissuto da lei e dalle tante persone che si ritrovano in questa inaccettabile condizione. Trovarsi costretti a scegliere se ‘morire di fame o di lavoro’ non dovrebbe mai accadere.

Eppure, anche in Italia, esistono luoghi in cui questo succede nella generale indifferenza delle istituzioni e dell’opinione pubblica. 

Con Svegliati amore mio Simona Izzo e Ricky Tognazzi hanno deciso di porre l’attenzione su un problema molto grave: ‘Il dato che più ci ha sconvolti, è stato scoprire che l’incidenza dei tumori infantili in prossimità di un’azienda siderurgica, è superiore al 30% rispetto alla media nazionale’. 

Sabrina Ferilli: un altro ruolo di interesse sociale e civile

Non è la prima volta che Sabrina Ferilli interpreta un ruolo di interesse sociale e civile. Prima di Nanà in Svegliati amore mio, aveva ricoperto il ruolo di mamma Rosa ne L’amore strappato.

Anche in quella miniserie, sempre sotto la direzione da Simona Izzo e Ricky Tognazzi, si raccontava una vicenda realmente accaduta, quella di Angela Lucento. Nel 1995 la piccola Angela, di soli 6 anni, venne strappata alla famiglia con accuse pesantissime: si pensava che il padre avesse abusato la figlia

Due vicende, due donne e due interpretazioni molto diverse – Nanà e Rosa – ma entrambe accomunate dalla forza, dalla tenacia e dal desiderio di giustizia. Durante un’intervista a TV sorrisi e canzoni Sabrina Ferilli ha raccontato a proposito di questa scelta: ‘È sempre una responsabilità, un salto nel vuoto.

Penso: ‘Alla gente interesserà?’. L’ardire civile è qualcosa di personale, che non tutti hanno. Spesso fare delle commedie, o cose più facili, a livello artistico può garantire qualcosa di più. Ma ognuno fa secondo la propria coscienza’.