L'untore di HIV di Ancona ai domiciliari, lo sfogo dell'ex fidanzata contagiata:

È un lungo sfogo quello di Romina Scaloni, l’ex fidanzata di Claudio Pinti, l’autotrasportatore di Montecarotto condannato a 16 anni e 8 mesi per le accuse di omicidio volontario della ex compagna deceduta ne 2017 per complicazioni dovute all’HIV, e lesioni gravissime nel confronti dell’ultima ex fidanzata, anche lei risultata poi affetta da HIV. Confermata la sentenza anche in Appello nel novembre del 2019, ora la notizia del trasferimento dell’uomo ai domiciliari. Notizia che ha immediatamente scatenato la reazione dell’ex fidanzata, Romina Scaloni.

Ancona, Pinti ai domiciliari: lo sfogo dell’ex fidanzata

Consapevole di essere affetto da HIV, l’allora 36enne avrebbe avuto rapporti sessuali con oltre 200 donne senza mai avvertirle della sua sieropositività esponendole al rischio del contagio facendo sesso non protetto.

Tra queste donne l’ex, madre di sua figlia, morta nel 2017 e l’ultima ex fidanzata, Romina Scaloni alla quale l’uomo in aula, durante la sentenza d’Appello, aveva chiesto scusa. Di questi giorni la notizia della concessione dei domiciliari a Pinti, richiesta accolta dalla corte d’Assise d’Appello alla luce della condizioni di salute dell’uomo, come riporta TgCom24, “incompatibili con il regime carcerario“.

Mi ha distrutto la vita“, lo sfogo dell’ex sui social

Sono Romina Scaloni, l’ex fidanzata che 2 anni e mezzo fa ha denunciato l’untore di Ancona, Claudio Pinti. Ho appreso questa mattina dai giornali che Claudio Pinti sarà scarcerato e messo ai domiciliari, la stessa persona che mi ha fatto tanto male e mi ha distrutto la vita, la stessa persona che ha ucciso una ragazza di 32 anni, madre della loro figlia e la stessa persona che ha devastato e rovinato la via di una bambina, la loro figlia – si sfoga Romina Scaloni, tra le vittime di Pinti, anche le affetta da HIV – Oggi 4 maggio del 2021 mi sono sentita come il 4 maggio del 2018“, continua poi la Scaloni su Facebook, ricordando il giorno in cui venne a scoprire della patologia di Pinti, giorno in cui ha compreso il rischio a cui era stata esposta a sua insaputa prima di scoprire, successivamente, di essere stata contagiata.

Mi sento tradita dalla legge

Abbiamo ottenuto una sentenza di 16 anni e 8 mesi per omicidio volontario e lesioni gravissime volontarie – continua la Scaloni, ripercorrendo l’iter giudiziario che ha poi portato alla condanna al carcere per l’ex – Mi sento tradita dalla legge.

Sappiamo benissimo che un detenuto ai domiciliari può avere tante possibilità: la possibilità di fuggire, potrei trovarmelo qui. La cosa folle oltretutto è sapere che sarà visitato all’ospedale di Torrette di Ancona, forse i giudici non hanno pensato che l’hanno autorizzato ad andare da solo e liberamente all’ospedale per curarsi, lo stesso dove vado io a curarmi grazie a lui che mi ha trasmesso l’HIV. E ci possiamo incontrare liberamente – continua la sfogo intriso di rabbia per la decisione dei giudici – Visto che lui non dovrà avere la scorta. Basterà solo che avvisi quando va e quando torna, tutto questo non è normale, lo trovo inconcepibile e inaccettabile“.

L’appello dell’ex fidanzata: “È il diritto di ogni vittima, avere giustizia, essere tutelata dalla legge

Come faccio ad andarmi a curare per la malattia che lui mi ha attaccato nello stesso ospedale sapendo che posso incontrarlo lì ogni volta – si interroga la Scaloni – i giudici hanno minimamente pensato a questa mia condizione? A quello che dovrò e devo affrontare? Dov’è la giustizia che deve tutelarmi e tutte le vittime non i carnefici? Come faccio a sentirmi tutelata?“. In ultimo, un accorato appello a chiunque possa intervenire: “Non so a chi mi possono rivolgere, a chiunque possa aiutarmi a impedirmi di rivivere questo incubo in cui oggi sono ripiombata improvvisamente, fatemi credere nella giustizia e non date la possibilità a queste persone di farla franca.

Questo è il diritto di ogni vittima, avere giustizia e essere tutelata dalla legge“.