elena sofia ricci, primo piano su uno sfondo blu

Elena Sofia Ricci è tornata a parlare della violenza sessuale subita da bambina e mai rivelata alla madre. L’amata attrice italiana si è raccontata nel corso di una lunga intervista, portando alla luce i sentimenti di profondo dolore provati per anni e a lungo taciuti. La protagonista di alcune fra fiction più amate degli ultimi anni ha ricordato l’inizio dell’intenso percorso di terapia, che le ha permesso di cambiare molti aspetti di sé.

Elena Sofia Ricci: la violenza subita da bambina e nascosta alla madre

Elena Sofia Ricci ha risposto alle domande della rivista Elle, accompagnando i lettori in un viaggio nel suo passato.

Fra gli argomenti più importanti che l’attrice si è trovata ad affrontare c’è stato il ricordo della violenza subita a soli 12 anni. La protagonista di Che dio ci aiuti ha riflettuto sulle gravi conseguenze che quel doloroso episodio ha avuto sulla sua esistenza. “Avevo dodici anni, ero come una rosellina che sta cominciando a sbocciare: finisce sotto il ghiaccio e non fiorisce più ha spiegato, ricordando poi di non aver parlato a lungo di quanto accaduto.

“È quello che, nel silenzio, succede a tante ragazze. Per molti anni l’ho negato a me stessa, non potevo parlarne con mamma, lui era un conoscente ha aggiunto pensando alle persone che hanno affrontato situazioni simili.

Soffocando in se stessa il dolore percepito per anni, Elena Sofia Ricci ha a lungo convissuto con sentimenti strazianti:Mi sono sentita sporca e in colpa, sono arrivate l’insicurezza e la malinconia”.

Il dolore di Elena Sofia Ricci

Lo scorso marzo, Elena Sofia Ricci ha compiuto 59 anni eppure il ricordo di quanto vissuto a soli 12 anni è tutt’oggi ancora vivo in lei. Quella parte di te resta lì, congelata, e cerchi di non guardarla ha spiegato, aggiungendo di essersi sottoposta a un intenso percorso di terapia.

“Nonostante il lungo lavoro di analisi, devo confessare che quel ghiacciolo non s’è mai interamente sciolto, talvolta un cenno di disgelo, ma restano la ferita, il dolore.

Come da lei stessa ammesso però, la Ricci ha compreso come accettare se stessa e le sue debolezze nel corso del tempo: “A quest’età, ho imparato ad accettare i miei limiti, quasi quasi ad amarli. “La terapia non ti aiuta a sciogliere tutti i nodi, ma almeno li conosci, li accetti- ha spiegato- oggi so che io sono il risultato di tutto questo. E che io, comunque, valgo”.

L’importanza della terapia per Elena Sofia Ricci

Se oggi Elena Sofia si dice libera da tutte le sue insicurezze è solo merito dell’importante decisione di sottoporsi a un percorso di terapia iniziato quasi vent’anni fa.

A trent’anni ho iniziato l’analisi e davvero ti cambia l’aspetto. Quando l’ho iniziata avevo un problema, l’occhio pigro, la palpebra sinistra che ogni tanto scendeva, quante foto ho buttato, un disastro” ha spiegato. Intervenendo sui problemi che da anni assillavano la sua mente, la Ricci era poi riuscita donare nuova luce al suo volto: Ho iniziato la psicoterapia dopo aver provato qualunque cura e, dopo neanche un anno, l’ occhio si è aperto, piano piano lo sguardo è cambiato e con lui tutti i lineamenti del viso”.

Il percorso dell’attrice è durato per 10 anni, al termine dei quali lei è finalmente riuscita a guardarsi in maniera diversa. “È durata fino ai 40 anni, proprio non riuscivo a vedermi bella, ora sì, ma forse mi è solo calata la vista. A quell’età mi sono finalmente guardata, ho aperto gli occhi e non è solo un modo di dire”.