Caso Gregoretti, no al processo a Matteo Salvini: per il gup

Per il gup Nunzio Sarpietro, giudice preliminare di Catania, c’è il non luogo a procedere nei confronti di Matteo Salvini: stiamo parlando del caso Gregoretti, fatti che risalgono a quando il leader della Lega ricopriva ancora la carica di ministro dell’Interno e negò l’autorizzazione allo sbarco di 131 persone che il 27 luglio del 2019 si trovavano a bordo della nave Gregoretti, diretta verso Catania.

Caso Gregoretti: la richiesta di sbarco, la negazione e le accuse a Matteo Salvini

Era il 27 luglio del 2019 quando giungeva richiesta di sbarco di 131 migranti che si trovavano a bordo della Gregoretti, nave della Guardia Costiera italiana.

Migranti che, precedentemente, erano stati soccorsi dalla Guardia di Finanza a nord di Lampedusa. Ai tempi ministro dell’Interno, informato dei fatti e della richiesta, Matteo Salvini negò l’autorizzazione allo sbarco sino al successivo 31 luglio, lasciando in stallo 131 persone a bordo della Gregoretti, 20 di questi risultavano essere minorenni e molti in condizioni di salute precaria.

Non luogo a procedere“: nessun processo per Salvini

Accusato di sequestro di persona aggravato per aver impedito per più di 3 giorni lo sbarco, il 20 gennaio del 2020 era arrivato il via libera da parte della Giunta delle Immunità del Senato al processo nei confronti di Salvini.

A distanza di quasi 2 anni dai fatti, arriva oggi notizia di quella che è stata la decisione del gup di Catania, Nunzio Sarpietro per ilnon luogo a procedere” nei confronti di Salvini. Secondo il giudice delle indagini preliminari dunque verrebbero a meno tutti quegli elementi per un processo nei confronti del leader della Lega. Immediata la reazione di Matteo Salvini sui social a margine della notizia: “In diretta da Catania: il giudice ha detto NO AL PROCESSO, perché il fatto non sussiste!

Grazie a tutti“.

Si conclude qui dunque il “caso Gregoretti”, con un esito diverso dal caso Open Arms: lo scorso 20 marzo infatti la Procura di Palermo ha chiesto il rinvio a giudizio per Matteo Salvini, accusato anche in questo caso di sequestro di persona per il negato sbarco di 147 migranti a bordo della ong spagnola risalente all’agosto del 2019.