nave gregoretti e primo piano di matteo salvini

Si discorre molto in questi giorni sul caso relativo alla nave Gregoretti. Fatti relativi alla fine dello scorso luglio quando il leader della Lega, Matteo Salvini, al tempo ancora ministro dell’Interno, aveva negato l’autorizzazione allo sbarco di 131 persone.

Il caso Gregoretti: lo sbarco negato a luglio 2019

Ripercorrendo tutta la vicenda dall’inizio, bisogna tornare allo scorso 25 luglio quando, intorno alle 18:30, la nave Gregoretti – nave della Guardia Costiera italiana – riceveva l’ordine di dirigersi con 131 persone a bordo (che erano state precedentemente soccorse dalla Guardia di Finanza in due diverse operazioni) a nord di Lampedusa.

Il giorno dopo, l’ordine di dirigersi verso il porto di Catania e poi il 27 luglio la richiesta di sbarco.

Lo sbarco dopo 3 giorni di stallo

Informato di tutti i fatti, il ministero dell’Interno però, presieduto dall’allora ministro Salvini, negò l’autorizzazione a sbarcare sino al 31 luglio successivo, lasciando 131 persone a bordo di una nave che oltretutto non sembrava essere nemmeno ben equipaggiata per farlo. Tra le 131 persone lasciate in stallo, circa 20 erano minorenni e molti – come ricostruito dal Tribunale dei ministri – versavano in condizioni di salute precarie.

Il via libera a procedere della Giunta delle Immunità del Senato

Difendere confini, onore, futuro e sicurezza dell’Italia sono la mia missione. Mi vogliono processare per questo? Facciamo pure, paura non ne ho“, aveva dichiarato Matteo Salvini a margine dell’arrivo, lo scorso settembre, della richiesta d’archiviazione per l’ex ministro da parte della Procura di Catania.

L’accusa di sequestro di persona aggravato

Per lo sbarco negato relativo alla Gregoretti, Matteo Salvini è stato accusato di sequestro di persona aggravato e di aver impedito per più di 3 giorni lo sbarco (si veda il Codice Penale, art.

605). Del 20 gennaio scorso il via libera da parte della Giunta delle immunità del Senato al processo nei confronti del leader della Lega proprio sull’ipotesi di sequestro di persona con rimando a data odierna per il definitivo voto in Senato.

Un deja vù per Salvini, il caso Diciotti nel 2018

Non è la prima volta che Matteo Salvini si trova al centro di una questione simile. La memoria ci riporta infatti al caso della nave Diciotti e dunque al febbraio del 2019.

In quell’occasione il Senato era stato chiamato a prendere una decisione sull’autorizzare o meno il processo a Matteo Salvini per i fatti legati alla nave Diciotti – nave della Marina Militare italiana con a bordo 177 migranti – che rimase per 5 giorni nell’agosto del 2018 in stallo nelle acque del porto di Catania.

Il Movimento Cinque Stelle contro l’autorizzazione a procedere

Anche in quell’occasione Matteo Salvini si trovò al centro della questione in qualità di accusato di sequestro di persona aggravato. Diverso però il contesto: in quell’occasione infatti, il Movimento Cinque Stelle aveva negato l’autorizzazione a procedere nei confronti dell’allora ministro dell’Interno.

Ad oggi, sul caso Gregoretti, c’è invece il sì a procedere da parte dei pentastellati uniti nella volontà di autorizzare il processo insieme al Pd, Liberi e Uguali e Italia Viva.

Matteo Salvini: “Processatemi

Per quanto riguarda il caso legato alla Gregoretti, Matteo Salvini ha dichiarato fin da subito la volontà di subire un processo (dove potrebbe rischiare sino a 15 anni di carcere in caso di condanna): “Sulla vicenda Gregoretti, chiederò a chi è chiamato a farlo, dunque anche ai senatori della Lega, di votare per mandarmi a processo – scriveva Salvini su Twitter prima che arrivasse l’ok da parte della Giunta delle immunità del Senato – E la chiariamo una volta per tutte.

Dovranno trovare un tribunale molto grande, sarà un processo contro il Popolo italiano“.