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La lettera anonima su Denise Pipitone a Chi l’ha visto: “Non ho parlato prima per paura”

Nella lettera traspare la paura di questo testimone anonimo a parlare dell'accaduto
Denise Pipitone, a chi l'ha visto la lettera anonima

A Chi l’ha visto si torna a parlare del caso di Denise Pipitone, scomparsa a quasi 4 anni di età da Mazara del Vallo il 1 settembre 2004. Per 17 anni Piera Maggio e Piero Pulizzi, madre e padre di Denise, hanno cercato la figlia.

Nella puntata precedente, un altro tassello è andato ad aggiungersi all’enorme puzzle che è il caso di Denise Pipitone, una lettera anonima ricevuta dall’avvocato della famiglia di Denise, Giacomo Frazzitta, scritta da un testimone che afferma di aver visto e di sapere. Dopo giorni di appelli continui a questo testimone anonimo, a Chi l’ha visto è arrivata la lettera e una testimonianza della persona che l’ha scritta.

La lettera anonima su Denise a Chi l’ha visto

Una lettera di 3 pagine, dense di informazioni su Denise e sul giorno della scomparsa, che riportano un fatto, ovvero la piccola Denise Pipitone vista viva in una macchina. La lettera, stando a quanto riferito dalla conduttrice del programma, Federica Sciarelli, sarebbe la stessa che ha ricevuto l’avvocato Frazzitta.

Un pezzo della lettera anonima ricevuta a Chi l'ha visto
Un pezzo della lettera anonima ricevuta a Chi l’ha visto

Le insinuazioni infondate su Piera Maggio e Giacomo Frazzitta

Intanto continuano gli aggiornamenti sulle vicende legate al caso di scomparsa di Denise Pipitone.

Tra le recenti indiscrezioni trapelate anche aclune informazioni ricevute dal procuratore in merito a Piera Maggio e al suo legale, Giacomo Frazzitta. Su di lui, qualcuno avrebbe riferito al procuratore che il legale sarebbe stato pagato da Chi l’ha visto per consulenze da 150mila euro, ovviamente, come specificato dal programma, si tratta di insinuazioni infondate.

Di Pisa non ha voluto confermare o smentire le voci che circolavano su Piera Maggio e i pregiudizi su di lei: “Io avevo dati oggettivi dalla polizia, che fossero fondate o meno non sono mai state approfonditi” ha specificato.

Si trattava di cose personali, non mi interessava andare a scavare… lasciamo stare st’argomento sennò si scatena pure la Maggio“. Sulla questione delle voci su Piera Maggio ha parlato anche uno dei carabinieri che si è occupato del caso che ha parlato del tentativo di screditare la famiglia Maggio per smuovere le acque e “Per spostare le indagini su un’altra pista“.

Il procuratore Di Pisa a Chi l'ha visto
Il procuratore Di Pisa a Chi l’ha visto

La tesi che ho sempre sostenuto e che continuo a sostenere è che si tratta di una vicenda che ricade nell’ambito famigliare” ha ribadito il procuratore, riconoscendo il movente nell’avversione di Anna Corona e Jessica Pulizzi verso Piera Maggio, ritenuta la causa della rottura famigliare.

“Questa tesi trova riscontro nella famosa foto fatta a Milano dal metronotte, (…) che quindi ritengo sia ancora viva“.

Se gli elementi di cui disponiamo sono gli stessi del 2004 e 2008 allora è inutile, diverso è se interviene qualcuno che parla e che dica cose serie non anonimi. In questo caso ha un senso aprire le indagini, diversamente è tempo perso“.

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