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Decreto reclutamento nella Pubblica amministrazione, via libera dal Cdm. Brunetta: “Ventata di modernità”

Via libera del Consiglio dei ministri al decreto che prevede le nuove assunzioni e i concorsi nella Pubblica amministrazione
Decreto reclutamento: Renato Brunetta annuncia approvazione in Cdm

Assunzioni nella Pubblica amministrazione, via libera dal Cdm al Decreto reclutamento: a confermarlo è il ministro Renato Brunetta nel corso della conferenza stampa in cui dipinge l’orientamento dell’esecutivo come una “ventata di modernità”.

Decreto reclutamento Pubblica amministrazione: via libera dal Cdm

Via libera al decreto legge per il reclutamento nella Pubblica amministrazione che si porrebbe come anticamera alle riforme su Pa e giustizia. Assunzioni legate al Recovery plan e procedure semplificate per i concorsi sono tra i pilastri del dl, e l’ok che arriva dopo l’approvazione in Consiglio anche della misura ponte per l’assegno unico.

Al termine della riunione del Consiglio dei ministri a Palazzo Chigi, il ministro per la Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, ha illustrato gli interventi contenuti nel decreto che riguarda “Misure urgenti per il rafforzamento della capacità amministrativa delle pubbliche amministrazioni funzionale all’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e per l’efficienza della giustizia”. 

Decreto reclutamento, Renato Brunetta: “Ventata di modernità

Abbiamo approvato il decreto per il capitale umano della Pa come rafforzare i tecnici, i funzionari, i dirigenti, gli ingegneri, i burocrati che dovranno attuare il piano nazionale di ripresa e resilienza: con queste parole, a margine dell’approvazione, il ministro Brunetta ha descritto i lineamenti del dl reclutamento definendolo come “una ventata di modernità, di novità di rafforzamento della nostra pubblica amministrazione“.

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Decreto reclutamento pubblica amministrazione: cosa prevede

Il decreto in questione segue i precedenti già approvati – relativi alla governance del PNRR e alla semplificazione – e secondo l’ottica del Governo è “il terzo pilastro dell’assetto normativo” che permetterà la piena attuazione del Piano.

Con l’introduzione delle nuove norme, l’esecutivo punta a “percorsi veloci, trasparenti e rigorosi per il reclutamento di profili tecnici e gestionali necessari“.

Dl reclutamento: rafforzamento della capacità amministrativa

Punto primo il rafforzamento della capacità amministrativa: il dl stabilisce che per i contratti di lavoro subordinato a tempo determinatosi applica la riforma dei concorsi pubblici contenuta nel decreto-legge 1° aprile 2021, n.

44, che prevede la valutazione dei titoli per le figure ad elevata specializzazione tecnica e la previsione della sola prova scritta digitale“.

Per quanto riguarda la durata dei contratti, si legge nella nota di Palazzo Chigi, sarà di 36 mesi con possibilità di rinnovo fino al 31 dicembre 2026 in relazione al raggiungimento degli obiettivi del Piano da parte delle amministrazioni.

Per le figure ad alta specializzazione (dottori di ricerca e persone con esperienze documentate di almeno 2 anni in organizzazioni internazionali e della Ue) è prevista l’iscrizione in un apposito elenco sul “Portale del reclutamento” all’esito di una selezione basata sulla valutazione dei titoli e su un esame scritto.

Le amministrazioni potranno assumere sulla base della graduatoria, preservata comunque la facoltà di indire concorsi.

Per i giovani – si legge ancora nel comunicato –, si potenziano i canali di accesso qualificati, attraverso l’attuazione delle norme che prevedono la possibilità di stipulare contratti di apprendistato nella P.a“.

Per la realizzazione del sistema di coordinamento istituzionale, gestione, attuazione, monitoraggio e controllo del PNRR, entro trenta giorni dall’entrata in vigore del decreto il Dipartimento della funzione pubblica indirà un concorso pubblico per il reclutamento di un contingente complessivo di 500 unità di personale non dirigenziale a tempo determinato per un periodo anche superiore a 36 mesi, ma non eccedente la durata di completamento del PNRR e comunque non oltre il 31 dicembre 2026“.

Dl reclutamento e innovazione organizzativa della giustizia

Palazzo Chigi rende noto che, con le nuove misure, “per assicurare la celere definizione dei procedimenti giudiziari, il Ministero della Giustizia è autorizzato ad avviare le procedure di reclutamento di un contingente massimo di 16.500 unità di addetti all’Ufficio per il processo, nel periodo 2021-2024, in due scaglioni, con contratto di lavoro a tempo determinato della durata massima di 2 anni e 9 mesi per il primo scaglione e di 2 anni per il secondo“.

Stessa linea per la definizione dei processi pendenti al 31 dicembre 2019, per cui scatta l’autorizzazione, in deroga alle norme vigenti, ad avviare le procedure di assunzione per un massimo di 326 unità da inserire come addetti all’Ufficio per il processo.

Decreto reclutamento: assunzioni previste su transizione digitale

Tra le misure per l’attuazione del PNRR anche un focus sulla transizione digitale, nel cui spettro di supporto e innovazione, anche in ottica cyber-sicurezza applicata alla Pubblica amministrazione, il Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio potrà contare sul reclutamento di 268 nuovi esperti. E fino al 31 dicembre 2026, riporta il la nota diffusa a margine del Cdm, l’Agenzia per l’Italia digitale potrà assumere a tempo determinato 67 unità.

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