Giornata mondiale dell'ambiente: perché si festeggia il 5 giugno, ecosistemi e nuove sfide da affrontare

Il 5 giugno si celebra la giornata mondiale dell’ambiente. È il 1972 quando, in occasione dell’istituzione del Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite proclama una giornata di carattere mondiale per la salvaguardia e valorizzazione dell’ambiente.  

Giornata mondiale dell’ambiente: perché si festeggia il 5 giugno

Celebrato per la prima volta nel 1974, il World Environment Day viene istituito il 15 dicembre 1972. Dal 5 al 16 giugno dello stesso anno, infatti, si era tenuta a Stoccolma la prima Conferenza della Nazioni Unite sull’ambiente. Proprio in quell’occasione, venne emessa la Dichiarazione di Stoccolma, in cui sono stilati i 26 principi sui diritti e le responsabilità dell’uomo nei confronti dell’ambiente.

Come si legge nell’introduzione, la Dichiarazione nasceva dal “bisogno di prospettive e principi comuni” e si poneva l’obiettivo di “inspirare e guidare i popoli del mondo verso una conservazione e miglioramento dell’ambiente umano”.

Nel giugno del 1972, quindi, il mondo ha mosso i primi passi verso la consapevolezza del ruolo centrale che l’uomo riveste nelle questioni legate all’ambiente.

World Environment Day: i principali problemi dell’ambiente

Il nostro Pianeta grida aiuto ormai da molto tempo e la crisi ambientale è un fatto ampiamente consolidato.

Inquinamento, sfruttamento delle risorse, desertificazione e sprechi alimentari hanno messo a dura prova non solo l’ambiente, ma anche migliaia di persone in tutto il mondo. Se a ciò aggiungiamo gli oceani e i mari invasi dalla plastica lo scenario non è certo roseo. Altrettanto sconfortante appare il futuro. Inoltre, gli allevamenti e le coltivazioni intensive non fanno che distruggere gli ecosistemi del globo. Da ciò conseguono danni enormi per la popolazione e per l’economia mondiale, già sofferenti a causa dell’attuale situazione pandemica da Covid-19.

Giornata mondiale dell’ambiente: le nuove sfide da affrontare

Al centro della giornata di quest’anno c’è l’ecosistema e la sua salvaguardia. Il 2021, infatti, dà il via al “Decennio per il Ripristino dell’Ecosistema” (2021-2030), proclamato nel 2019 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite. L’obiettivo è dunque quello di intervenire sugli ecosistemi e ridare loro il giusto equilibrio e una corretta funzionalità. Parola chiave: “sostenibilità”.

Città più sostenibili, riduzione delle emissioni inquinanti, sostituzione della plastica con materiali ecologici.

Queste alcune delle sfide che numerosi Paesi in tutto il mondo si impegneranno ad affrontare nei prossimi anni. Tuttavia il traguardo più ambito è probabilmente costituito dall’istaurazione di politiche che vedano una reale integrazione tra beneficio economico, salute e ambiente e che investano sull’educazione alla salvaguardia e tutela dell’ambiente stesso. Una popolazione più informata e consapevole delle conseguenze del presente sul futuro è senza dubbio un punto di partenza imprescindibile per invertire un processo potenzialmente catastrofico.

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