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Fedez contro il Codacons dopo la richiesta di sequestro dei fondi raccolti per il lavoratori dello spettacolo

L'artista questa volta ha detto di non poterne più. La sua esasperazione è aumentata anche perché ad essere toccata è stata una causa a lui cara
Fedez sbotta contro l'ennesima denuncia del Codacons

Fedez questa volta non ironizza per l’ennesima denuncia del Codacons, il cantante, che ne ha già piene le tasche, ha sbottato furiosamente sui social. Il motivo è la richiesta di sequestro da parte dell’Associazione dei fondi raccolti per i lavoratori dello spettacolo su iniziativa dell’artista.

Fedez furioso ha mostrato i documenti nelle sue Instagram Stories chiedendosi come una tale richiesta possa essere considerata normale, dato che si sta comunque parlando di fondi raccolti per persone in difficoltà. Nel corso degli ultimi anni sono state diverse le denunce presentate dal Codacons contro Fedez, la penultima riguardava il product placement della Coca Cola nel nuovo singolo Mille.

La reazione di Fedez sui social ha però scatenato un’ennesima contro risposta da parte dell’associazione che ha fatto sapere di avere già pronta una denuncia per diffamazione.

Fedez esplode contro il Codacons

Sarà che oggi piove, sarò un po’ metereopatico, ma io ne ho pieni co**** ” esordisce così Fedez, senza freni, senza peli sulla lingua furioso per l’ultima mossa del Codacons contro di lui e le sue iniziative.

È lo stesso artista a spiegare l’accaduto: “Ennesima denuncia del Codacons, dove riescono a paragonare la nostra raccolta fondi, dove abbiamo raccolto più di 5 milioni di euro per i lavori dello spettacolo. Riescono a paragonarla alla raccolta fondi di Malika dove si è comprata la Mercedes e richiedono di procedere all’immediato sequestro“.

Lo ha detto tutto d’un fiato, parlando a raffica e in modo concitato, aggiungendo: “Fate schifo, io sono stufo di essere perseguitato da voi. È incredibile che nessuno faccia niente, dovrebbero controllare voi, perché so cosa fate e come lo fate, sono stufo di essere perseguitato da voi pure quando le persone fanno del bene, vergognatevi dovete vergognarvi“.

La rabbia di Fedez

Fedez ha ribadito che ogni volta che si ritrova con una denuncia del Codacons cerca sempre di prenderla con la dovuta ironia, ma questa volta non ci sta, anche perché ad essere toccata è stata una causa a lui molto cara, ovvero quella dei sostegni economici a tutti i lavoratori dello spettacolo, rimasti a piedi a causa della pandemia e delle chiusure.

Io cerco sempre di farmi una risata (…) La situazione si è fatta insostenibile, durante la pandemia il Codacons chiedeva i soldi per l’emergenza (…) i soldi andavano direttamente a loro che con l’emergenza Coronavirus non c’entravano niente, questi hanno il coraggio di venire a rompere i co*** dove degli artisti hanno donato milioni di euro per i lavoratori dello spettacolo e loro la comparano alla raccolta fondi di una ragazzina che ha comprato una Mercedes” ha detto ancora.

Come ca*** è possibile che in questo Paese sia possibile tutto questo, io ho 30 denunce, devo andare in tribunale trenta volte con questi str*** che intasano i pubblici uffici mi sono rotto il ca*** non è possibile una cosa del genere” ha concluso lanciando i fogli sul tavolo.

La replica del Codacons con una nuova (ennesima) denuncia

Poco dopo la sfuriata di Fedez sui social, il Codacons ha risposto con un nuovo comunicato annunciando una nuova denuncia, questa volta per diffamazione: “Evidentemente Fedez non ha letto la nostra istanza, e se l’ha letta non l’ha capita, dimostrando leggerezza e superficialità. L’atto presentato dalla nostra associazione e a cui il rapper fa riferimento è finalizzato proprio a tutelare le raccolte fondi come quella avviata da Fedez, e a garantire trasparenza e correttezza ai donatori circa la destinazione e l’utilizzo dei soldi raccolti.

(…) Entrando poi nel merito delle accuse mosse dal rapper verso la nostra associazione, gli insulti, l’arroganza, le menzogne contenute nel suo video e la violenza dimostrata nei nostri confronti varranno a Fedez una nuova querela per diffamazione, che il rapper si sarebbe potuto evitare se solo avesse letto (e compreso) l’atto che gli è stato notificato“.

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