Cronaca

Nuove regole per il cambio colore delle Regioni: il numero di contagi non sarà più fondamentale

Governo verso un cambio nei parametri per finire in zona gialla: a pesare maggiormente non sarà più il numero complessivo dei contagi ma il tasso di ricoveri
colore regioni, conterà il tasso di ricoveri

Governo e CTS al lavoro su nuove regole in vista di quella che sembra una nuova possibile ondata estiva, sospinta dalla variante Delta e dai possibili assembramenti dovuti specialmente alla vittoria dell’Italia agli Europei. Secondo quanto riferito dal Ministro della Salute Roberto Speranza, a breve verranno ridefiniti i parametri che determinano il cambio colore delle Regioni.

Colore Regioni, non conteranno più i contagi ma il tasso di ricovero

In arrivo una svolta nel sistema di colorazione delle Regioni introdotto a settembre del 2020.

Rispetto a quel periodo, tuttavia, ci saranno alcune novità e ad annunciarle è stato il Ministro Speranza. Dallo scorso ottobre a determinare il passaggio in zona rossa, arancione o gialla è il numero di contagi, o meglio l’indice di trasmissibilità la cui quota di allarme è stata fissata al valore 1. Dall’ultimo monitoraggio, in Italia l’Rt ha avuto un balzo in avanti nell’ultima settimana: da 0.66 a 0.91. Quasi tutte le Regioni ora sono classificate a rischio moderato, alcune rischiano già di finire in zona gialla e l’aumento dei casi si ritiene dovuto al diffondersi dell’ormai nota variante Delta.

Rispetto alla fine del 2020, c’è stato stato un grosso cambiamento: la campagna vaccinale dovrebbe aver dato infatti strumenti e coperture per superare quella fase di chiusure generalizzate a seconda del numero di contagi. Speranza ha infatti riferito che a breve a contare saranno i ricoveri in ospedale. É ragionevole che nei cambi di colore e nelle conseguenti misure di contenimento pesi di più il tasso di ospedalizzazione rispetto agli altri indicatori” ha dichiarato secondo quanto riportato dalle fonti.

Nuove regole per il Covid-19: zone gialle e Green pass, cosa può cambiare

La novità va incontro a quanto avevano richiesto le Regioni, contrarie a mantenere come dato principale l’indice dei positivi: “Il rischio è di decidere delle chiusure per gente positiva a casa, quando il sistema sanitario è pienamente efficiente“.

A contare ora sarà l’occupazione dei posti letto in terapia intensiva e i ricoveri ordinari, i cui valori dovranno restare al di sotto delle soglie critiche del 30% e del 40%.

Non è l’unica possibile novità in arrivo, specie considerando che il Governo si aspetta una nuova impennata di casi: la curva è già in risalita e i recenti festeggiamenti, avvenuti nel già delicato contesto di diffusione della variante Delta, spingono a chiudere la stalla prima della fuga dei buoi.

Nel prossimo decreto emergenza, si apprende, dovrebbero cambiare le regole sul Green Pass: verrà rilasciato solo con la seconda dose e il suo utilizzo si avvicinerà al tanto discusso modello francese, ma forse applicato solo a viaggi ed eventi (e non ristoranti, palestre e altro). Per mediare tra le preoccupazioni delle Regioni, tale misura potrebbe applicarsi soltanto nelle zone non bianche.

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