Cronaca Nera

Omicidio Ilenia Fabbri: la figlia cambia idea sul ruolo del padre e si costituisce parte civile

Ilenia Fabbri: la figlia Arianna cambia idea sul ruolo del padre e si costituisce parte civile nel processo
Omicidio Ilenia Fabbri, il killer confessa ma l'ex marito nega il delitto su commissione: i punti di frattura tra la versione di Barbieri e quella di Nanni

Arianna Nanni, figlia di Ilenia Fabbri, si costituirà parte civile nel processo contro il padre, Claudio Nanni accusato di essere il mandante del delitto e anche contro Pierluigi Barbieri, esecutore materiale reo confesso dell’omicidio. Ilenia Fabbri, 46 anni, è stata uccisa il 6 febbraio all’interno del suo appartamento a Faenza. La 21enne aveva difeso il padre fin dal primo momento, mentre ora avrebbe cambiato idea.

La decisione della figlia di Ilenia Fabbri

Arianna fin dal principio volle credere al padre che raccontava di non essere il mandante dell’omicidio della ex moglie.

Ora che sono passati 5 mesi, la giovane cambia idea. “La figlia sta rivalutando la vicenda in modo critico, come non aveva mai fatto prima“, riporta il Corriere le parole dell’avvocata Veronica Valeriani che l’assiste la giovane. Un percorso “Nel quale è stata seguita da un terapeuta che l’ha portata alle attuali scelte“. Poi ha spiegato ancora: “È stata molto combattuta. Da una parte aveva bisogno di credere all’innocenza del padre, dall’altra è cresciuta in lei la razionale consapevolezza che dà una lettura diversa degli avvenimenti“.

Anche il Comune ha un ruolo nella decisione di Arianna: “L’idea di costituirsi parte civile le è però venuta di recente, quando ha visto che il Comune l’aveva già fatto: “ma come, dice lei, sono io la vera parte offesa di tutta questa storia, non il Comune che chiede i danni a mio padre”. Questione di sensibilità“.

La ragazza avrebbe anche deciso di non riprendere la causa di lavoro da 500 mila euro, quella di cui si era molto parlato dopo la morte della Fabbri come possibile movente, che la madre aveva promosso contro l’ex marito, riporta ancora Ansa.

La lettera del padre a marzo

A marzo, l’uomo aveva scritto una lettera indirizzata proprio alla figlia: “Arianna, come ti avranno detto i miei avvocati, le cose sono andate diversamente da come dovevano andare. In ogni caso ho commesso un errore e dovrò pagare. Il non poterti più vedere o per anni o per sempre, per quanto ti amo, in questo momento non mi dà la forza di vivere più. In più dovresti provare odio nei miei confronti e questo mi butta ancora più giù. Per questo provo vergogna nel parlare e farmi vedere da tutti, ma soprattutto da te“. E ancora: “Non ci sono parole per chiederti scusa e penso che la cosa migliore sia scomparire.

La zia Cristi e lo zio Dio ti seguiranno per ogni cosa. Nonostante tutto il mio amore per te è grande“.

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