Cronaca

Vaccino Pfizer, il nuovo studio in corso di verifica: la copertura cala dopo 6 mesi dalla seconda dose

Un nuovo studio, ancora in fase di revisione, ha evidenziato nuovi dati in merito alle coperture da vaccino anti-Covid
Nuova sperimentazione su vaccino pfizer riduce il tempo di copertura

Il vaccino Pfizer potrebbe avere una copertura massima di 6 mesi, è questo quanto emerso da uno studio terminato nel mese di marzo 2021 su pazienti vaccinati con prima e seconda dose Pfizer. L’efficacia non svanisce del tutto ma scende di almeno 10 punti percentuali.

I dati pubblicati su MedRxiv- Preprint server for healthsciences devono ancora essere valutati dagli esperti e non sono ancora considerabili come dati ufficiali.

Vaccino Pfizer perde efficacia: il nuovo studio

Il trial clinico è stato svolto prima dell’avvento della Variante Delta, su un campione di 44’165 persone con età superiore ai 16 anni e 2’264 adolescenti tra i 12 e 15 anni.

A entrambi i campioni di studio sono state somministrate le due dosi di vaccino Pfizer a distanza di 21 giorni.

Una volta superata la fase di somministrazione, i soggetti sono stati monitorati per tutto il periodo della copertura prevista dal vaccino, ed è emerso che la copertura massima del 96% è scesa all’ 83,7% dopo 6 mesi, non 9. La protezione dai casi gravi resta invece al 97%. La sperimentazione clinica è stata promossa dalla stessa Pfizer-BionTech e vi hanno preso parte volontari da 6 Paesi del mondo.

Il problema della terza dose

Il nuovo studio, che deve ancora essere revisionato, si inserisce nel panorama di discussione “Terza dose sì, terza dose no“. Con l’avvento delle varianti, soprattutto la Delta che tiene il banco della quarta ondata, il dibattito a favore della terza dose del vaccino si è accentuato in quanto ritenuto più efficace e in grado di dare una maggiore copertura.

I dati pubblicati dalla stessa Pfizer-BionTech affermano che: “Una terza dose del vaccino anti-Covid di Pfizer BionTech induce titoli di anticorpi neutralizanti contro la Variante Delta che sono più di 5 volte superiori nelle persone più giovani e oltre 11 volti maggiori nelle persone anziane, rispetto a 2 dosi“.

Una terza dose di vaccino aumenterebbe l’efficacia di 5 volte nella fascia di età tra 18 e 55 anni e di 11 volte nella fascia 65-85.

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