Cronaca

Tokyo 2020, Olimpiadi da record per l’Italia: mai così bene e non solo per il numero di medaglie totali

Tutti i record dell'Italia alle Olimpiadi di Tokyo 2020: il numero di medaglie totali vinte, l'atleta più giovane e quello più "vecchio". Per l'Italia, Tokyo 2020 è indimenticabile
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Cala il sipario sulle Olimpiadi di Tokyo 2020, che resteranno per sempre nella storia dello sport italiano. Arrivate con un anno di ritardo a causa della pandemia, questa edizione ha regalato all’Italia record impensabili all’inizio della manifestazione: non solo quello del numero totale di medaglie, il gruppo azzurro è stato in grado di scrivere la storia anche in altro modo.

Tokyo 2020, 40 medaglie per l’Italia: è record storico

Il primo dato, quello che risalta di più, è naturalmente quello del numero totale di medaglie vinte: l’Italia ha superato il record fatto segnare a Roma 1960 e Los Angeles 1932.

Allora, altri tempi, furono 36. Da Tokyo 2020 abbiamo invece riportato a casa 40 medaglie: 10 ori, 10 argenti e 20 bronzi. Come ha ricordato il presidente del Comitato Olimpico Nazionale Italiano, Giovanni Malagò, in questi numeri sono contenuti altri record: “Il 50% sono bronzi, record storico di tutti i tempi“. Non solo: “È la prima volta che l’Italia ha vinto almeno una medaglia in ognuno dei giorni di gara dei Giochi e questo è un record assoluto che al massimo si può eguagliare“.

Grand parte del merito lo si deve alla squadra dell’atletica, dalla quale sono arrivate 5 inaspettate e meravigliose medaglie d’oro: primo posto nella marcia per Massimo Stano e Antonella Palmisano, nel salto in alto con Gianmarco Tamberi e quelle incredibili nella 4×100 e soprattutto nei 100m maschili, nel segno di Marcell Jacobs.

I numeri dell’Italia alle Olimpiadi di Tokyo 2020

Lo stesso Malagò ha sciorinato altri dati della spedizione azzurra in Giappone: “Abbiamo conquistato 12 medaglie in più di Rio, crescendo del 43%. L’età media degli ori è di 26,33, un anno e 3 mesi più alta di Rio, ma di gran lunga la più bassa degli ultimi 25 anni da Atlanta a oggi“.

Inoltre: “I 19 medagliati d’oro sono il numero più alto da Atene 2004, quando però ci fu un’intera squadra – quella della pallanuoto femminile – sul gradino più alto del podio. Sono stati 15 gli uomini vincitori dei Giochi: non succedeva da Barcellona ’92 e poi da Los Angeles 1984“.

Sempre restando nel merito dell’età, il più giovane tra gli italiani arrivati a medaglia è il nuotatore Federico Burdisso: 20 anni il prossimo settembre, ha vinto il bronzo nei 200m farfalla e quindi nei 4×100 misti.

Il più “anziano” invece ha 42 anni e si tratta di Aldo Montano, arrivato alla sua quinta medaglia olimpica nella sciabola a squadre. E pensare che a Tokyo 2020 era arrivato da riserva, subentrato poi a causa dell’infortunio di Luigi Samele. Tra le altre curiosità, quelle sulle Regioni: 16 a medaglia, guida la Lombardia, seguita dal Veneto, proprio le due ospiteranno i Giochi Invernali 2026. Tra le città, invece, Roma sul podio con 5 medaglie, seguita da Napoli con 4.

Trionfa l’Italia multietnica alle Olimpiadi, Malagò: “Ius soli sportivo”

Il successo del medagliere azzurro è passato anche dalle mani dei numerosi “oriundi” che hanno fatto parte della spedizione azzurra.

Oltre all’uomo più veloce del mondo, nato da padre americano ma cresciuto sin da piccolissimo a Desenzano sul Garda, tra gli azzurri ci sono stati molti figli di immigrati che hanno tenuto alto la bandiera azzurra. Fausto Desalu, Abraham Conyedo, Osmany Juantorena e molti altri sono esempi di cosa lo sport e l’integrazione può fare ad un Paese. Punto ribadito anche da Malagò nella conferenza stampa di fine Olimpiadi, riportato da numerose fonti. “La nostra proposta è quella di anticipare l’iter burocratico per lo ius soli sportivo, che ad oggi è infernale, un girone dantesco“.

Sveltire le pratiche per lo ius soli, sarebbe fondamentale per il Coni: “Ci sono decine di pratiche che giacciono sui tavoli. Se aspetti il momento per fare la pratica hai perso una persona. A volte ci sono tre anni di gestazione e nel frattempo, se l’atleta non ha potuto vestire la maglia azzurra, o smette, o va nel suo paese di origine, o ancora peggio arriva qualche altro paese che studia la pratica e in un minuto gli dà cittadinanza e soldi“.

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