Cronaca Nera

Omicidio Voghera, nella pistola usata dall’assessore trovati proiettili da guerra “Dum Dum”. Sono illegali

Il 21 luglio scorso, dopo una colluttazione, l'ex assessore alla sicurezza Adriatici colpiva a morte Youns El Boussettaoui. È accusato di eccesso di legittima difesa
assessore leghista spara a voghera

Emergono nuovi dettagli in merito all‘omicidio di Voghera, dove ha perso la vita Youns El Boussettaoui, per un colpo d’arma da fuoco sparato dall’ex assessore alla sicurezza Massimo Adriatici il 21 luglio scorso. Secondo quanto riferito dai legali dalla famiglia della vittima, Youns El Boussettaoui è stato colpito da un proiettile da guerra illegale in Italia.

La sera del 21 luglio Youns El Boussettaoui si trovava nei pressi di un bar gelateria in piazza Meardi a Voghera, lì aveva infastidito alcune persone presenti. L’ex assessore Adriatici è intervenuto e, colpito dalla vittima è finito a terra.

Questa parte della colluttazione è stata ripresa da una videocamera di sorveglianza presente nell’area, manca però la parte successiva, ovvero il secondo scontro dal quale è scaturito il letale colpo di pistola.

Omicidio Voghera: nella pistola proiettili illegali

Secondo i legali della vittima, nell’arma dell’ex assessore Adriatici erano presenti proiettili Hollow Point, conosciuti anche come proiettili Dum Dum, usati in guerra. I proiettili Dum Dum sono stati studiati e progettati per creare il maggior danno fisico nella vittima che ne rimane colpita; questo a causa della forma che permette al proiettile di aprirsi causando gravi lacerazioni della pelle.

Nel 1992 i proiettili Dum Dum sono diventati illegali in Italia, mentre nel 2008 una sentenza della Corte di Cassazione li ha definiti armi da guerra. L’arma, riferisce Repubblica, è stata analizzata per volere dei legali della famiglia della vittima Debora Piazza e Marco Romagnoli, dal consulente e perito balistico Luca Soldati.

La perizia sull’arma usata da Adriatici

Il quotidiano, ripreso da altre testate giornalistiche, ha riportato inoltre che la perizia è stata allegata alla memoria depositaria dai legali della vittima, che si oppongono alla richiesta di revoca dai domiciliari presentata invece dagli avvocati di Adriatici.

Quelle munizioni di tipo espansivo sono vietate dalla legge per la difesa personale. (…) Sebbene la perizia sia in divenire un gravissimo elemento oggettivo è già emerso dal mero esame dell’arma e delle munizioni: sia il proiettile estratto dalla salma, sia i sette proiettili contenuti nel caricatore della pistola sono vietate dalla legge” hanno scritto i legali di Youns El Boussettaoui al gip Maria Cristina Lapi, si legge su Repubblica.

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