Cronaca Italia

Eitan, parla lo zio: “Un colloquio c’è stato”. Ci sarà un’udienza a Tel Aviv decidere se farlo tornare

I legali di Shmuel Peleg hanno fatto sapere di non essere a conoscenza del divieto d'espatrio per l'uomo. Intanto la zia paterna è in viaggio per Israele
eitan in israele, aperta un'inchiesta per sequestro di persona

Continuano gli aggiornamenti sul caso del rapimento del piccolo Eitan Biran, il bambino di 6 anni rapito dal nonno diversi giorni fa e riportato a Tel Aviv. Eitan, legalmente affidato alla zia paterna, ha visto il nonno in occasione delle visite autorizzate, come raccontato dalla zia ai cronisti, Shmuel Peleg ha detto che avrebbe portato il bambino in un negozio di giocattoli e che sarebbero tornati per le 18.30, ma non è stato così. Il nonno di Eitano lo ha portato in Svizzera e da lì ha preso un jet privato per Tel Aviv; nel corso dei giorni la procura di Pavia ha inserito nel registro degli indagati con l’accusa di sequestro di persona aggravato, prima lui e poi l’ex moglie, Etti Cohen.

Nelle scorse ore Shmuel Peleg sarebbe poi stato ascoltato dalla polizia di Tel Aviv e su di lui sarebbero stati predisposti gli arresti domiciliari. In queste ore la famiglia paterna di Eitan ha fatto sapere di aver finalmente potuto parlare con il bambino.

Eitan, parla lo zio: breve colloquio con il bimbo

Or Nirko, zio di Eitan, ha fatto sapere di aver parlato, insieme a sua moglie, con il nipotino.

Come riferisce Ansa: “Un piccolo colloquio col bambino c’è stato”, aggiUngendo “Siamo ancora pronti a dialogare con la famiglia Peleg. Noi gli abbiamo concesso tutte le visite, anche se temevamo che potesse succedere quello che è accaduto“.

Or Nirko ha spiegato che che la sua famiglia è stata contattata dalla diplomazia di due Paesi, spiegando: “Mi affido alle autorità israeliane e italiane per risolvere la situazione nel più breve temo possibile” aggiungendo “Sull’affidamento del bambino deve decidere il Tribunale italiano e non quello israeliano, il centro della sua vita è in Italia“.

L’uomo ha poi parlato delle condizioni della moglie “Aya è distrutta“. Inoltre, secondo Or Nirko, i nonni di Eitan non possono aver agito da soli: “Tanti complici e persone che gli hanno dato una mano. Non potevano farlo da soli” si legge ancora su Ansa.

L’udienza in Israele per decidere di Eitan

Intanto è stata fissata per il 29 settembre prossimo, gli zii paterni saranno presenti e, come ha fatto sapere Aya Biran, la loro posizione sarà molto chiara: “L’immediata restituzione di Eitan“, si legge su Rai News. A farlo sapere è stato il legale israeliano della famiglia, Shmuel Moran, che ha confermato che Aya Biran sarà in Israele nei prossimi giorni e che quello di Eitan “È un sequestro, un rapimento dall’Italia, contro la legge italiana, contro la legge civile, contro le decisioni del tribunale italiano, contro la legge criminale.

Il bambino deve essere restituito all’Italia il prima possibile“.

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