Cronaca Italia

Eitan rapito, anche la nonna indagata per sequestro di persona. Le accuse dello zio paterno alla famiglia

Il marito della zia materna, tutrice legale del piccolo Eitan, ha lanciato accuse gravi contro la famiglia Peleg. Secondo lui il piccolo Eitan non sarebbe in ospedale
eitan in israele, aperta un'inchiesta per sequestro di persona

Ci sono sviluppi sul caso del rapimento del piccolo Eitan, il bimbo di 6 anni, unico sopravvissuto alla tragedia del Mottarone. Il piccolo è stato portato in Israele dal nonno materno contro la volontà della zia paterna, tutrice legale del bambino, dal nonno che era andato a trovarlo per una visita consentita. Shmuel Peleg, nonno di Eitan, aveva detto che lo avrebbe portato a comprare dei giocattoli, ma alle 18.30 orario in cui erano attesi, non si sono visti.

Shmuel Peleg ha viaggiato con un volo privato ed è atterrato a Tel Aviv. Secondo quanto riferito dalla famiglia, Eitan si troverebbe in ospedale, ma la famiglia paterna lancia gravi accuse.

Eitan, anche la nonna indagata per rapimento

Secondo l’inchiesta promossa dalla procura di Pavia, la nonna di Eitan Biran, Etti Peleg avrebbe avuto un ruolo nel rapimento del bambino. La donna sarebbe stata in Italia insieme all’ex marito probabilmente nei giorni precedenti al rapimento. Un ruolo da verificare ma che sarebbe ampiamente sostenuto dalla famiglia paterna di Eitan. Lo zio Or Nirko ha già ampiamente sostenuto questa teoria: “La nonna materna di Eitan, Etty, era in Italia ed è parte del rapimento” riferisce TgCom24.

Le dichiarazioni di Or Nirko non si fermano qua, sostenendo infatti che Eitan non si troverebbe in ospedale.

Le accuse dello zio di Eitan al nonno materno

Come si legge su AdnKronos, in un’intervista rilasciata a N12, Or Nirko ha affermato: “La famiglia Peleg tiene Eitan come un detenuto in una prigione di Hamas. (…) Il fratello di Aya è andato all’ospedale di Sheba e non ha trovato Eitan. (…) Tengono il bambino come vengono tenuti i soldati israeliani nelle prigioni di Hamas“.

L’uomo ha ancora aggiunto: “Ha passato tutta la vita in Italia, non ha mai vissuto in Israele, non ha amici. Le autorità devono sapere che Eitan è stato rapito. È prigioniero, la famiglia Peleg si rifiuta di dire dove si trovi, (…) nascondono Eitan in qualche buco. (…) Questa famiglia fa esclusivamente il proprio interesse”.

Lo zio avrebbe poi richiesto “Una soluzione politica” per risolvere questa situazione “In modo più rapido rispetto a quella giudiziaria“. Secondo i media israeliani, Aya Biran avrebbe presentato al tribunale per le questioni famigliari di Tel Aviv la richiesta per far rientrare il piccolo in Italia sulla base della convenzione dell’Aja, lo riferisce Ansa rifacendosi all’emittente israeliana Canale 13.

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