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Caso Luca Morisi verso l’archiviazione: le chat lo scagionerebbero dalle accuse per cessione di droga

Luca Morisi potrebbe essere presto libero dall'accusa di cessione di droghe e il suo caso potrebbe venire archiviato. I messaggi nelle chat con le escort smentirebbero le sue colpe.
luca morisi indagato

L’indagine contro Luca Morisi potrebbe presto essere archiviata. Alcune chat sembrerebbero confermare che lui non abbia a che vedere con la cessione di droghe. Gli investigatori hanno esaminato i messaggi scambiati dal creatore della “Bestia” con altre persone all’interno di una chat su un sito di incontri. Nelle parole prese in esame vi sarebbe la conferma della sua mancata colpevolezza.

Caso Morisi verso l’archiviazione: le chat lo scagionerebbero

Luca Morisi è ormai da settimane nel mirino dei giudici per via delle accuse per cessione di sostante stupefacenti.

Negli ultimi giorni si è molto parlato del suo caso. Il leader della Lega Matteo Salvini lo ha difeso schierandosi dalla sua parte. Dalle indagini sul suo caso sono emerse alcune confessioni e nuove accuse. Ora però l’inchiesta potrebbe presto avviarsi verso l’archiviazione. A riferire la notizia è il Corriere della Sera. Gi inquirenti hanno preso in esame i messaggi nelle chat del 14 agosto fra Morisi e due escort rumeni, nelle quali emergerebbe che non è stato Morisi a procurare il flacone di “droga dello stupro”, Ghb.

Ora, si attende l’esito delle analisi sul liquido. In seguito, i magistrati potrebbero procedere con la chiusura del fascicolo.

Luca Morisi e i messaggi sulla “droga nello stupro”: l’esame delle chat

Nelle chat che coinvolgono Luca Morisi e altre due persone sembrerebbe esservi un chiaro riferimento alla “droga dello stupro”. Ti portiamo G. Tu cosa usi?” avrebbe chiesto uno dei due escort all’ex social media manager della Lega. “Oggi c” sarebbe stata la sua riposta. Tali affermazioni, sembrerebbero confermare l’ipotesi avanzata sin dal primo giorno dall’avvocato di Morisi, Fabio Pinelli, che aveva richiesto ai pubblici ministeri di Verona di ascoltare il suo assistito, disposto a dimostrare di non aver ceduto sostanze stupefacenti.

L’interrogatorio a Morisi potrebbe quindi essere attualmente ritenuto superfluo dal pubblico ministero. Nelle chat infatti sembrerebbero essere proprio i due escort a proporre di portare la droga liquida. “Siamo a disposizione per chiarire ogni passaggio e soprattutto perché abbiamo la prova che nessun reato è stato commesso è stata la versione avanzata sin dal primo istante dal legale di Morisi.

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