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Cuori, la vera storia dietro alla nuova fiction di successo in onda ogni domenica su Rai 1 con Daniele Pecci

Quella della serie Cuori è una storia di fantasia ma pone le sue fondamenta su fatti reali: la nascita del primo reparto di cardiochirurgia in Italia. Chi erano i protagonisti
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La nuova fiction di Rai 1 Cuori ha esordito lo scorso 17 ottobre ed è già un successo. Con un pubblico che ha sfondato il muro dei 4milioni di telespettatori, la serie ambientata nella Torino degli anni ’60 racconta della nascita del primo reparto di cardiochirurgia nel nostro paese. Una storia romanzata, ma che trova le sue fondamenta in fatti realmente accaduti.

Cuori, la vera storia cui si ispira la nuova fiction Rai

I personaggi presentati nel corso delle prime 2 puntate di Cuori andate in onda domenica scorsa hanno nomi di fantasia, nati dalle penne degli sceneggiatori Mauro Casiraghi, Fabrizio Cestaro e Simona Coppini e messi in scena dal regista Riccardo Donna.

Tra questi però il primario del reparto di cardiologia Cesare Corvara e il dottor Alberto Ferraris sono ispirati a 2 luminari della cardiochirurgia realmente esistiti.

I 2 medici, interpretati rispettivamente da Daniele Pecci e Matteo Martari, rappresentano la trasposizione romanzata delle figure di Achille Mario Dogliotti e Angelo Actis Dato, cardiochirurghi che rivoluzionarono il mondo della medicina del cuore a metà del secolo scorso.

Chi è Achille Mario Dogliotti raccontato nella serie Cuori

Achille Mario Dogliotti, nato a Torino il 25 settembre 1897, fu tra i pionieri della cardiochirurgia in Italia. Il professore emerito e accademico diede un contributo enorme alla materia che negli anni ’60 era praticamente sconosciuta. Fu il primo al mondo ad operare a cuore aperto, avvilendosi della circolazione extracorporea grazie al cuore-polmone artificiale, strumento da lui stesso perfezionato. Nel corso della sua carriera, diede importanti contributi anche nel campo delle trasfusioni (tra i promotori della nascita della Federazione Italiana Donatori de Sangue), dell’anestesia (inventando l’epidurale), della chirurgia addominale e della cura dei tumori.

Nella sua città natale fondò il Centro di chirurgia cardiaca Alfred Blalock, tra i più rinomati d’Europa. Proprio in questo contesto, iniziò a collaborare con quello che può essere considerato il suo erede, il dottor Angelo Actis Dato. Nato a Caluso, in provincia di Torino, nel 1923, proseguì il lavoro del suo mentore.

Chi è Angelo Actis Dato, su cui si basa il personaggio di Cuori

Angelo Actis Dato, morto nel 2012, vanta una carriera lunga oltre mezzo secolo, durante la quale eseguì circa 32mila interventi e ottenne una serie di riconoscimenti per le sue formidabili invenzioni.

 Fu ideatore di una serie di brevetti, tra cui una particolare sonda vascolare, un defibrillatore cardiaco a manovella (siamo nel 1967), una valvola cardiaca con disco magnetico e il cordis auxilium per il trattamento dello choc cardiogeno.

Oggi a lui è dedicato il poliambulatorio ActisMed e la sua passione è portata avanti dai suoi 3 figli: Guglielmo, cardiochirurgo, Alessandra, cardiologa e Alberto, chirurgo vascolare. Tra questi, Guglielmo Actis Dato è stato di fondamentale importanza per la realizzazione della fiction Cuori.

Ha avuto un ruolo attivo nel corso delle riprese, prestando la sua consulenza sul set.

A tal proposito, in una recente intervista su Famiglia Cristiana, Guglielmo ha raccontato approfonditamente la storia del padre, dei suoi perfezionamenti e dei primi successi di Parigi. Successi che lo portarono a voler aprire il proprio centro a Torino, insieme ai medici migliori del panorama internazionale. “Così nacque l’équipe protagonista della fiction. Un’équipe che operò nel primo reparto di cardiochirurgia aperto in Italia alle Molinette di Torino: 94 posti letto in un intero piano d’ospedale.”

Cuori: la fiction Rai che racconta la nascita della cardiochirurgia a Torino

Nel corso delle prossime puntate, l’evoluzione del racconto di fantasia sarà accompagnata da quella del contesto storico ed ospedaliero.

La fiction è girata in una Torino appositamente allestita per ricordare gli anni ’60. Qualche curiosità: tra i set e le scenografie, è l’ex Ospedale Militare Riberi ad ‘interpretare’ gli esterni dell’Ospedale Le Molinette, mentre tutti gli interni sono stati ricostruiti presso gli Studi Lumiq. Il museo universitario ASTUT ha fornito le antiche strumentazioni mediche mentre gli arredi sono stati scovati nei mercatini o riprodotti fedelmente dagli scenografi. Gli episodi andranno in onda in prima serata ogni domenica su Rai 1.

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