Politica

Via libera alla Manovra: pensioni, reddito di cittadinanza e taglio delle tasse. Draghi: “Obiettivo è la crescita”

Il CdM ha approvato la Manovra, i cui punti chiave sono stati illustrati da Mario Draghi in conferenza stampa. Al centro pensioni, reddito di cittadinanza e investimenti per. la crescita
draghi conferenza stampa manovra

Il Consiglio dei Ministri ha dato l’ok al testo della Manovra finanziaria, con il testo di legge da 23 miliardi di euro che mette mano alle pensioni, al reddito di cittadinanza e al superbonus, tra i molti punti in agenda. In conferenza stampa, il presidente del Consiglio Mario Draghi con i ministri Daniele Franco e Andrea Orlando hanno reso noto punto per punto le spese previste, evidenziando come l’obiettivo del governo sia la crescita, da mantenere nel medio periodo. Confermato il rifinanziamento del reddito di cittadinanza con un meccanismo di razionalizzazione per spingere verso l’occupazione.

Manovra, Draghi: “Al centro giovani e donne, crescita equa”

Mario Draghi presenta la Manovra per il 2022 promossa dal Consiglio dei Ministri. La legge di Bilancio si propone di consolidare la crescita, agendo su famiglie e imprese con finanziamenti anche per l’istruzione e la ricerca. Confermati gli stimoli come il superbonus, mentre viene promessa un’azione decisa sul cuneo fiscale, da discutere in Parlamento. “È una legge di Bilancio espansiva, accompagna la ripresa ed è in piena coerenza con gli altri documenti che guidano l’azione economica di questo governo“, dichiara il premier.

Tagliamo le tasse, stimoliamo gli investimenti, miglioriamo la spesa sociale con particolare attenzione a giovani e donne“, continua Draghi specificando che la priorità è stata data agli interventi che stimolano la crescita. “Dal problema del debito pubblico, delle prestazioni sociali inadeguate e da altre giuste modifiche del sistema sociale ed economico che non abbiamo potuto fare negli anni passati si esce con la crescita“. Confermate le previsioni che vedono l’Italia crescere quest’anno del 6%, “probabilmente ben oltre il 6%, e questa è una bussola ed è la strategia di questo governo“.

Per il presidente del Consiglio questo è un momento per “molto favorevole” per l’Italia “e dobbiamo mantenere questa crescita per gli anni a venire“.

Non una crescita qualunque, in ogni caso, come specifica Draghi: “È importante capire che questa crescita non è più un obiettivo a sé stante, ma sempre maggiore attenzione si pone sulla qualità di questa crescita, sulla sostenibilità, sull’equità, e questa è un’altra grossa novità dell’epoca che stiamo vivendo.

È un mutamento nel pensiero e nell’azione di tutti coloro che fanno politica economica dei governi un po’ dovunque“.

Le cifre della Manovra: incentivi e taglio delle tasse

Per le tasse sono stati messi a disposizione 12 miliardi per ridurre la pressione fiscale nel 2022, con 8 miliardi “per un intervento mirato per ridurre imposte su società, persone, cuneo fiscale. Ci sono varie ipotesi di impiego” che verranno definite insieme al Parlamento. Nel triennio 2022- 2024 saranno destinati cumulativamente “quasi 40 miliardi a riduzione delle imposte, cifre mai stanziate“. Ben 24 miliardi di questi 40 serviranno per il cuneo, la restante parte andrà su incentivi fiscali a famiglie e imprese.

Per l’anno prossimo confermiamo molti incentivi messi a disposizione negli anni scorsi, verranno rimodulati come quello delle costruzioni che hanno avuto un ruolo molto positivo nello stimolare la ripresa“.

Si punta poi sul rilancio degli investimenti, con 89 miliardi stanziati dal 2022 al 2036. “Se uno considera il tutto, abbiamo il Pnrr, i fondi già stanziati e i fondi stanziati con questa legge di Bilancio. Il tutto porta a una cifra di 540 miliardi di investimenti nei prossimi 15 anni, diretti a migliorare le infrastrutture e a colmare i divari territoriali e alla transizione digitale e alla transizione ecologica“, dichiara Draghi.

Rimandate però la platic e sugar tax all’anno prossimo, mentre viene confermata la tampon tax al 10%.

Pensioni, Draghi: “Obiettivo è tornare al contributivo”

Nella Manovra è previsto anche un “ambizioso riordino della spesa sociale” con la riforma degli ammortizzatori, “una riforma profonda che attua il principio che abbiamo inseguito per anni, quello dell’universalismo. Tutti i lavoratori saranno coperti da misure protettive come la cassa integrazione“. Aumenta la Naspi e la platea di riferimento mentre per le pensionil’impegno del governo è tornare in pieno al contributivo“.

Con la fine di Quota 100 quest’anno, “la misura contenuta in questa legge di Bilancio prevede una transizione a quella che chiameremo Quota 102, con 38 anni di contributi e 64 anni di uscita“. Rafforzata anche l’Ape sociale, e “la cosa importante è che il governo rimane disponibile al confronto con le parti sociali, perché l’obiettivo è il ritorno al contributivo. Costituisce la scatola entro cui tante cose si possono aggiustare. Una è la flessibilità in uscita e la seconda è recuperare al mercato del lavoro tutti coloro che sono andati in pensione e che oggi non lavorano altro che in nero. La terza è riequilibrare il rapporto con le pensioni dei giovani, che oggi sono fortemente squilibrate verso pensioni molto basse“. Tutto questo, per Draghi, “deve tenersi insieme nel contributivo che assicuri la sostenibilità nel tempo del sistema pensionistico“.

Il reddito di cittadinanza: più finanziamenti ma regole più stringenti

È il ministro Andrea Orlando che illustra come sarà rimodulato il reddito di cittadinanza. Orlando definisce la Manovra “di forte segno sociale” con il reddito di cittadinanza rifinanziato e di cui Draghi ha ribadito di condividere i principi ma che deve “essere esente da abusi“.

È stato introdotto un “meccanismo che spinge di più alla ricerca del lavoro e sono stati introdotti sgravi contributivi per le imprese anche per le assunzione a termine dei percettori“, spiega Orlando. Aumenta il sistema di controlli, con la revoca del beneficio dopo il secondo rifiuto. Il sistema di controlli sarà volto ad assicurare che il reddito di cittadinanza per gli occupabili non “sia un ostacolo all’accettazione di proposte di lavoro“, puntualizza Draghi.

Potrebbe interessarti