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Covid, 5 Regioni a rischio zona gialla: le raccomandazioni degli esperti sulla gestione della pandemia

L'aumento dei contagi preoccupa gli esperti e per alcune Regioni italiane si profila lo spettro del ritorno in zona gialla: dall'Associazione epidemiologi 5 raccomandazioni
regioni a rischio zona gialla

La curva dei contagi da Coronavirus in alcune aree l’Italia sale in modo importante, e 5 Regioni potrebbero ripiombare in zona gialla entro le prossime 2 settimane. A rivelarlo è l’ultimo report dell’Associazione italiana di epidemiologia (Aie), che ha diffuso i dati con le proiezioni sull’evoluzione della pandemia e 5 raccomandazioni per la gestione dell’attuale fase sullo sfondo dello spettro quarta ondata.

Covid, 5 Regioni a rischio zona gialla: torna lo spettro delle restrizioni

5 Regioni italiane ripiombano nell’ipotesi di un ritorno alla zona gialla alla luce dell’attuale recrudescenza dei contagi da Coronavirus.

Attualmente il Covid preoccupa in particolare il Friuli Venezia Giulia, riporta Ansa, con il presidente Massimiliano Fedriga che commenta così la situazione della pandemia nella sua regione invitando tutti a vaccinarsi: “Siamo a un passo dalla zona gialla e questo è dato dal numero dei ricoveri anche in area medica, molto vicino al 15%. Il Friuli Venezia Giulia andrà in zona gialla, ma per fortuna questo prevede misure ancora molto contenute.

Tuttavia, il passaggio alla zona arancione sarebbe drammatico per l’economia, è una cosa che non possiamo e non dobbiamo permettere“.

Dall’ultimo report dell’Istituto Superiore di Sanità, relativo alla settimana 1-7 novembre 2021, emerge un repentino e generalizzato aumento di nuovi casi di infezione da Sars-CoV-2, e gli occhi degli esperti sono puntati sul fronte ospedalizzazioni.
Secondo quanto rilevato dal Gruppo di Lavoro MADE dell’Associazione italiana di epidemiologia, si assisterebbe a
una significativa accelerazione nella diffusione dei contagi che, a parità di condizioni, “potrebbe portare tra due
settimane 5 regioni a superare la soglia del tasso di incidenza settimanale di 250 casi per 100.000 e altre 8 sopra
150 casi per 100.000
“.

Rispetto alle precedenti ondate – si legge ancora nella nota di Aie -, aver garantito complessivamente una buona copertura vaccinale (84% della popolazione over 12), insieme alle misure di protezione adottate, ha sino ad ora consentito di contenere la pandemia ai livelli d’incidenza tra i più bassi d’Europa, ma i dati mostrano una situazione in rapida evoluzione negativa“. Le aree a rischio zona gialla sono: Friuli Venezia Giulia, Veneto, Liguria, Valle d’Aosta e provincia autonoma di Bolzano.

Uno scenario che, secondo le ultime indiscrezioni, potrebbe tradursi in realtà dal prossimo 22 novembre.

Covid, le raccomandazioni degli esperti sulla gestione della pandemia

Gli epidemiologi hanno diffuso una serie di raccomandazioni che delineano i binari per la gestione dell’attuale fase.

Anzitutto “avviare la chiamata attiva per tutte le persone non ancora vaccinate” con il coinvolgimento del Sistema sanitario nazionale e dei medici di medicina generale.
La seconda raccomandazione è quella di accelerare la somministrazione della terza dose per chi ha concluso il ciclo da oltre 6 mesi, dando priorità ai soggetti a rischio.

Focus anche sulla necessità di “proteggere dal rischio di infezione i bambini e gli adolescenti” aumentano i controlli sul rispetto dei protocolli di sicurezza nelle scuole, e sul potenziamento della rete di prevenzione per la tempestiva individuazione dei casi sospetti, con isolamento dei
casi positivi e contact tracing
. L’ultima delle raccomandazioni dell’Aie per la gestione dell’attuale fase pandemica – nel cui orizzonte, poche ore fa, è arrivata una nuova ordinanza sui trasporti – riguarda il mantenimento di tutte le regole generali di protezione: dal distanziamento fisico alla ventilazione frequente dei luoghi chiusi, all’uso della mascherina anche all’aperto in caso di assembramenti.

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