Economia

Bollette e inflazione pesano sul Natale, diminuisce la fiducia delle famiglie: l’allarme di Confcommercio

Un Natale su cui grava preoccupazione da parte delle famiglie italiane, soprattutto a causa del caro bollette e dell'inflazione. Confcommercio presenta i dati.
mercatini di natale

Natale è il momento d’oro per i consumi e le spese, ma quest’anno sulle stime in merito a quanto spenderanno le famiglie italiane pesano il rincaro delle bollette e la ripresa dell’inflazione. È la Confcommercio a presentare il quadro, in lieve miglioramento rispetto all’anno scorso ma ancora lontano dai livelli pre-pandemia. Nonostante la frenata del Covid-19, diminuisce la fiducia delle famiglie proprio per la situazione economica, e per i regali di Natale si spenderà meno che nel 2020.

Natale, preoccupazione sotto l’albero: pesano inflazione e bollette

Le stime della Confcommercio non presentano un quadro rassicurante sui consumi di Natale, che pure è generalmente il momento in cui i commercianti tirano il fiato.

Lo spiega chiaramente Mariano Bella, direttore dell’Ufficio Studi dell’organismo, che spiega commenta il “clima di fiducia delle famiglie in calo, la forte ripresa dell’inflazione e i rincari delle bollette” per cui si rischia di ridurre “la quota di tredicesima tradizionalmente destinata alla spesa per i regali di Natale, che quest’anno si confermerà intorno ai 160 euro pro capite sostanzialmente in linea con lo scorso anno“.

Considerando le spese complessive, quindi anche bollette e affitti, le famiglie spenderanno mediamente 1.645 euro, “lo 0,5% in più rispetto all’anno scorso“, ma comunque molto meno dei livelli del 2019 (-7,5%).

Nonostante i dubbi in merito alla pandemia, che certo avrà un impatto su questo Natale, è il quadro economico che pesa sui consumi. In particolare, “il deterioramento è correlato in buona parte al riemergere dell’inflazione la quale, per la parte inattesa, cioè quella eccedente l’1,5%-2%, potrebbe comprimere il potere d’acquisto delle famiglie“.

Quanto si spenderà a Natale: il crollo per i regali

Confcommercio rimarca comunque la voglia di passare un Natale quanto più normale possibile, e per questo sono calcolate in 110 miliardi di euro le spese per consumi, anche per affitti, utenze, servizi.

Si tratta di circa 10 miliardi in meno rispetto alle cifre del 2019. Per quanto riguarda “beni e servizi, cioè alimentari, abbigliamento, mobili, elettrodomestici bianchi e bruni, computer, cellulari e comunicazioni, libri, ricreazione, spettacoli e cultura, giocattoli e cura del sé, alberghi, bar e ristoranti, la stima è di 76 miliardi“.

A impressionare è però la spesa per i regali di Natale, che sarà in termini pro capite di 158 euro rispetto ai 164 dello scorso anno, un -8% comparato al 2019 e oltre il 36% in meno rispetto al 2009.

Tredicesime e pensioni, ma bisogna accelerare sul taglio delle tasse

Nonostante il mese di dicembre sarà più ricco per quanto riguarda i pensionati con l’arrivo delle tredicesime, nella spesa media per i consumi di dicembre “mancherebbero ancora 134 euro a prezzi costanti per famiglia“. Pesa in particolare il costo delle bollette “che, nonostante l’importante sostegno pubblico“, seppur frenato ieri dall’affossamento del contributo di solidarietà, “complessivamente peserebbe per circa 2,3 miliardi di euro per le famiglie di lavoratori dipendenti, pensionati e autonomi“.

Per Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio, la strada da seguire è chiara: “La crescita dei consumi a Natale rischia di essere frenata dai timori per la pandemia, dall’inflazione e dai costi dei consumi obbligati. Per rilanciare la fiducia occorre accelerare il previsto taglio delle tasse, a cominciare da Irpef e oneri contributivi a carico delle imprese“.

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