Cronaca Italia

Eitan Biran torna in Italia: le prime parole del bimbo dopo il rapimento del nonno materno 84 giorni fa

Diffuse le prime parole di Eitan Biran, il bimbo sopravvissuto alla strage di Stresa e tornato in Italia dopo il rapimento da parte del nonno materno.
eitan biran

Eitan Biran è tornato in Italia: si conclude l’intricata vicenda che ha visto protagonista l’unico sopravvissuto alla strage della funivia di Stresa-Mottarone a maggio 2021. Il bambino, portato dal nonno in Israele senza il consenso della famiglia affidataria, è rientrato ieri sera nel Paese e sono state diffuse le sue prime parole.

Le prime parole di Eitan in Italia: dopo 84 giorni il bimbo torna con gli zii

L’aereo che ha riportato a casa degli zii paterni Aya Biran e Or Nirko è atterrato ieri sera a Orio al serio, aeroporto di Bergamo. Dopo 84 giorni il bambino torna quindi con la famiglia cui è stato affidato dopo la tragica morte della madre, del padre, del fratello e dei bisnonni materni.

Ansa riporta le prime parole di Eitan, 6 anni. Una volta atterrato, avrebbe detto all’agente che lo ha accompagnato a casa a Travacò Siccomario (Pavia): “Sono contento di essere tornato a casa“.

Nelle scorse settimane, la questione di quale fosse casa sua è stata centrale nella vicenda giudiziaria che lo ha visto suo malgrado protagonista: il nonno materno Shmuel Peleg lo ha portato di nascosto in Israele, rapendolo dopo una visita concordata e facendolo volare tramite aereo privato partito dalla Svizzera.

Secondo la famiglia materna, Eitan sarebbe dovuto crescere là con loro, ma il bambino è stato invece affidato alla sorella del padre tragicamente scomparso.

Sopravvissuto alla strage di Stresa e rapito dal nonno: la vicenda di Eitan

L’avvocato della famiglia Biran, riporta l’agenzia, ha richiesto che ora venga permesso a Eitan di “riprendere la sua vita di bambino di 6 anni“, già tragicamente segnata nel corso di soli 8 mesi. Il bimbo è prima sopravvissuto alla strage di Stresa che ha causato 14 morti, quindi è stato rapito dal nonno. “Si spengano i riflettori sulla sua vita privata” ha chiesto il legale dopo il rientro del bambino in Italia.

““Eitan torna a casa della zia, accanto alla casa dove è cresciuto da quando aveva un mese, la casa dei suoi genitori defunti che è anche vicina alla casa dei nonni paterni, che attendono il suo ritorno” sono altre dichiarazioni riportate del legale.

A casa, Eitan ritrova non solo gli zii paterni, ma anche le due cuginette con cui cresciuto e “al suo adorato gatto Oliver“. Il tutto 84 giorni dopo essere stato “allontanato illegalmente“. Prima di lasciare Israele, il bambino ha incontrato ancora il nonno e la moglie Esther Cohen, con cui continuerà a sentirsi telefonicamente.

Un passaggio fondamentale per permettere al bambino di cominciare a costruire una vita giovane ma già pesantemente segnata dalla tragedia.

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