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Giuseppe Conte rinuncia alle suppletive per il seggio lasciato libero da Gualtieri. L’attacco di Renzi

La rinuncia di Giuseppe Conte a correre per le suppletive come candidato di centro-sinistra ha scatenato la reazione di Matteo Renzi e Carlo Calenda. I commenti.
Conte rinuncia alle suppletive

Giuseppe Conte ha rinunciato a correre come candidato del centro-sinistra alle elezioni suppletive per il seggio di Roma 1 alla Camera dei Deputati. A confermarlo è stato lo stesso leader del MoVimento 5 Stelle dopo un susseguirsi di voci negli ultimi giorni.

La rinuncia di Conte ha scatenato le forze politiche, le critiche più dure sono arrivate da Renzi e Calenda.

Giuseppe Conte rinuncia alle suppletive

Giuseppe Conte ha ingranato la retromarcia nonostante sembrava che stesse valutando l’offerta del segretario del PD Letta sulla sua candidatura alla Camera dei Deputati. Il leader del MoVimento ha annunciato personalmente la sua decisione: “Ringrazio Letta per la disponibilità e la lealtà nella proposta, ma dopo un supplemento di riflessione ho capito che in questa fase ho ancora molto da fare per il M5S.

Non mi è possibile dedicarmi ad altro“.

Il seggio vacante è quello di Roma 1 lasciato libero da Roberto Gualtieri, eletto sindaco di Roma lo scorso ottobre.

Renzi e le critiche a Conte e al PD

La rinuncia fatta da Giuseppe Conte è stata aspramente criticata da Matteo Renzi, leader di Italia Viva, il quale in un’intervista rilasciata a La Stampa ha detto: “Conoscendo la sua proverbiale mancanza di coraggio non ho mai avuto dubbi.

È un uomo che vive di sondaggi ma che ha un terrore senza fine di misurarsi con i cittadini. Vive di like, ma teme il voto“. Renzi ha poi ribadito la sua speranza affinché nel Pd: “Torni il buon senso“.

Non devono rincorrere i grillini, ma fare politica. (…) Il Pd dovrebbe provare a vincere le elezioni prendendo la guida del polo riformista, come abbiamo fatto nel 2014 ottenendo il 41%. Oggi mi pare che si stiano accontentando della metà di quei voti. E che stiano rincorrendo le stelle cadenti del grillismo. Loro vedono i sondaggi sulla popolarità di Conte e si emozionano: quando si voterà, vedremo quanto queste emozioni si trasformeranno in voti.

La stessa scelta di tirar fuori la candidatura di Conte dimostra che sono confusi” ha detto ancora.

Calenda punzecchia Conte: “Lo avrei sconfitto”

La scelta di Conte è stata commentata anche da Calenda, leader di Azione, il quale ha dichiarato: “Sapeva benissimo che avrebbe dovuto correre in un territorio non particolarmente fertile per i 5S e che lì, con un avversario forte, rischiava di perdere“.

In un’intervista a Repubblica ha poi aggiunto di voler ritirare la sua candidatura visto il ritiro di Conte.

Calenda ha spiegato che la sua decisione mirava ad evitare che il MoVimentogià responsabile di un disastro amministrativo calcasse i sacri Colli, che il Pd abbandonasse i propri elettori a un MoVimento che in quel collegio alle Comunali ha preso il 5,3 per cento“.

Calenda ha poi lanciato un affondo a Letta: “È da tre settimane che Enrico Letta ci prende in giro, dicendo che avremmo parlato. Questo modo di procedere di Enrico dimostra che non c’è nessun Ulivo 2.0 ma solo un Conte 2 riveduto e corretto. Lì sono rimasti i dem, nessuno sforzo di ampliare l’area liberale, democratica e riformista”.

L’obiettivo di Calenda è adesso di confrontarsi con il Pd per “una coalizione più larga, senza i 5Stelle” si legge sempre su Repubblica.

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