Cronaca Italia

Prete arrestato per spaccio a Prato: don Francesco Spagnesi patteggia. Dove sconterà la pena

Don Francesco Spagnesi era stato arrestato lo scorso settembre per possesso e spaccio di droga. Il parroco, era stato scoperto, pare avesse fatto festini a base di sesso e droga.
Prete arrestato a Prato per droga

Don Francesco Spagnesi, parroco di Prato arrestato per droga, ha patteggiato. L’udienza si è tenuta davanti al gip di Prato, durante l’udienza sono cadute le accuse di tentate lesioni gravi, ipotizzate in merito alla possibilità che il prete possa aver taciuto su malattie sessualmente trasmissibili.

Spagnesi era stato arrestato lo scorso settembre con l’accusa di spaccio di stupefacenti e appropriazione indebita. A questi si era aggiunto il reato di lesioni gravissime perché durante i festini a base di droga e sesso, ai quali aveva preso parte il parroco, Spagnesi avrebbe nascosto di essere sieropositivo (questa l’accusa decaduta oggi in udienza).

Don Francesco Spagnesi ha patteggiato

Si è conclusa la vicenda del parroco di Prato arrestato per spaccio di droga lo scorso settembre, Don Francesco Spagnesi ha patteggiato 3 anni e 8 mesi che sconterà ai servizi sociali con permanenza in una comunità terapeutica per curare la tossicodipendenza.

Anche il compagno di don Spagnesi ha scelto il patteggiamento, per lui 3 anni e 2 mesi; l’accusa è quella di concorso in acquisto e spaccio di droga.

Ci sarà anche un processo canonico per don Spagnesi

Le vicende giudiziarie per il parroco di Prato non sembrano però essere finite qui.

Don Spagnesi dovrà infatti sottoporsi anche al processo canonico per stabilire quale sarà il suo percorso all’interno della Chiesa. Intanto le sue funzioni di sacerdote sono state sospese e don Spagnesi è stato rimosso dalla canonica.

La vicenda di don Francesco Spagnesi

Don Francesco Spagnesi è un prete della parrocchia dell’Annunciazione di Prato, quartiere Castellina, 40enne, era stato arrestato lo scorso settembre per spaccio e detenzione di stupefacenti. Nel corso delle indagini erano emersi dettagli come presunti festini a base di sesso e droga, compreso il Gbl, una delle droghe dello stupro, e cocaina.

Secondo quanto emerso dalle indagini, la droga sarebbe stata acquistata con l’utilizzo delle offerte dei parrocchiani.

Per Spagnesi erano immediatamente scattati i domiciliari, Il Corriere della Sera aveva riportato alcune parole che Spagnesi avrebbe rivolto ai suoi legali: “Non lo so neppure io.

Non mi riconosco più, il vortice della cocaina mi ha inghiottito. La droga mi ha fatto tradire i miei parrocchiani, mi ha spinto a raccontare menzogne, mi ha fatto compiere azioni delle quali mi vergogno. Adesso sono sieropositivo. Chiedo a tutti perdono“.

Su quest’ultimo punto, avrebbe chiarito così: “Non ho detto niente perché ero in cura, prendevo dei medicinali antiretrovirali e dunque non ero contagioso anche se per alcuni mesi ho interrotta la terapia“.

Spagnesi parrebbe aver manifestato anche l’intenzione a voler fare ammenda nei confronti dei parrocchiani: ““Restituirò i soldi che per acquistare la droga ho sottratto alla curia e alla carità dei miei parrocchiani. Saranno tutti rimborsati. Venderò tutto quello che è di mia proprietà, anche la casa di montagna

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