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Una parola di troppo e Giancarlo Magalli si fermano: parla il conduttore di Rai 2

Giancarlo Magalli potrebbe condurre il suo nuovo quiz per le ultime volte. Non arrivano infatti delle voci rassicuranti per il futuro di Una parola troppo. Scopriamo cosa c'è dietro.
Giancarlo Magalli

Giancarlo Magalli si era gettato anima e corpo in questa nuova avventura dopo la lunga permanenza nel format de I Fatti Vostri ma il suo quiz ha visto alti e bassi di una programmazione “spezzatino”. Una parola di troppo si appresta ora a vivere le sue ultime puntate in questi giorni che precedono il Natale dopo una programmazione altalenante che già aveva fatto sbottare lo stesso conduttore e che di certo non aveva aiutato una eventuale fidelizzazione del pubblico. Rai2 deve decidere il futuro del game-show e la chiusura potrebbe non essere definitiva.

Una parola di troppo va in soffitta: le voci sul programma di Giancarlo Magalli

Giancarlo Magalli a partire da lunedì 1 novembre 2021 ha condotto con alterne vicende il nuovo game-show di Rai2 che con risultati alquanto deludenti non ha scaldato il pubblico del canale.

Il format sembrava si poter essere interessante ma il fatto che come tanti altri giocasse con la lingua italiana e con le sue curiosità in una maniera già vista non ha di certo aiutato.

Una parola di troppo, rifacimento italiano di uno show britannico, non ha infatti conquistato a pieno i suoi telespettatori. La stessa rete ci aveva però messo del suo nel non aiutare il programma, con la scelta di metterlo facilmente da parte per fare spazio ad alcuni eventi sportivi o a trasmissioni politiche che aveva fatto infuriare in primis il conduttore.

Il 24 dicembre Magalli sarà costretto a salutare i telespettatori senza certezza sul futuro.

Magalli parla del programma e del futuro

Come già comunicato, il 24 si conclude la prima edizione di Una Parola di Troppo, un piccolo quiz piazzato in un orario non felicissimo della programmazione di Raidue, che ci ha comunque dato molte soddisfazioni“, scrive su Facebook Magalli eliminando alla radice ogni possibile polemica su una chiusura anticipata.

Come accade per tutte le proposte televisive alcuni spettatori hanno deciso di seguirlo ed altri no, è questo è normale.

Quello che è straordinario è che quelli che lo hanno seguito lo hanno gradito quasi all’unanimità. Io ho realizzato tante trasmissioni, ma mai ho letto tante Lodi da parte del pubblico e della critica“, ha aggiunto.

La data di chiusura del 24 è stata decisa con Raidue fin dall’inizio della programmazione. La decisione era di 30 puntate prima di Natale ed altre trenta in primavera, budget della Rete permettendo (e non è un dettaglio da poco). Nel frattempo le scenografie sono state accantonate, e non distrutte come accade quando un programma termina definitivamente, quindi la speranza c’è”, conclude.

Allora non resta che aspettare per conoscerne il futuro.

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