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Pensioni, Governo e Sindacati al lavoro per definire il dopo Quota 102: quali sono le prime ipotesi

Quota 102 sarà attiva per tutto il 2022, ma Governo e Sindacati intendono definire al più presto il nuovo sistema pensionistico per i prossimi anni. Quali sono i nodi da sciogliere e le ipotesi al vaglio.
Pensioni, Governo e Sindacati al lavoro per definire il dopo Quota 102: quali sono le prime ipotesi

Il 2022 si è aperto con l’introduzione di Quota 102, ma l’esecutivo sarebbe già al lavoro con i Sindacati per delineare il futuro della Legge Fornero e delle opzioni di accesso alla pensione. Ecco quali sono le richieste delle parti in gioco e quali sono le prime ipotesi.

Pensioni, il tavolo tra Governo e Sindacati per il dopo Quota 102

Attraverso il confronto con Cgil, Cisl e Uil, il Governo intenderebbe definire le correzioni da apportare alla Legge Fornero, in modo da arrivare preparati al 1° gennaio 2023 con uno strumento alternativo a Quota 102. Secondo la Legge di Bilancio, infatti, Quota 102 sarà attiva solo per il 2022 e potrebbe fungere da transizione tra Quota 100 e il nuovo sistema di accesso alla pensione in via di definizione.

Al momento, sembrano 3 i punti fermi da includere nel corso del confronto:

  • Flessibilità in uscita;
  • Trattamenti previdenziali per i giovani e le donne;
  • Previdenza complementare.

I nodi da sciogliere tra Governo e sindacati sull’età per accedere alla pensione

Le richieste dei Sindacati già da tempo sono orientate alla flessibilità in uscita, con la proposta di pensionamento a 62 anni oppure con 41 anni di contributi indipendentemente dall’età anagrafica.

Da parte del Governo, invece, la soglia oltre la quale non si vorrebbe scendere sembra quella dei 64 anni di età. Si tratta infatti del limite minimo per l’accesso a Quota 102, con almeno 38 anni di contributi, e anche di quello previsto dalla Legge Fornero per il pensionamento anticipato con il sistema interamente contributivo. Le uniche eccezioni al momento sono rappresentate dalle soluzioni di pensionamento anticipato con Opzione Donna o Ape Sociale. Il limite dei 64 anni di età è presente anche nella proposta del Presidente dell’Inps Pasquale Tridico per la richiesta anticipata della parte contributiva dell’assegno pensionistico, a cui può seguire la quota retributiva al raggiungimento dei requisiti per la pensione di vecchiaia.

Pensioni, le richieste dei sindacati per i tutelare i giovani

Per i Sindacati, Cisl e Uil in particolare, potrebbe essere importante anche scorporare le voci assistenziali da quelle previdenziali, in modo da ridurre l’impatto della spesa per le pensioni sulle casse dello Stato. Da loro arriverebbe anche la richiesta di introdurre un nuovo sistema di tutela pensionistica rivolto ai giovani, che possa includere per esempio delle contribuzioni figurative per i periodi dedicati alla propria formazione.

Nell specifico sarebbe importante trovare una copertura previdenziale per tutti quei giovani con una carriera discontinua, rilanciando anche lo strumento dei fondi pensione.

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