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Renzi sul Quirinale apre a Draghi prossimo presidente della Repubblica: la strategia del leader di Italia Viva

Manca sempre meno al primo voto per scegliere il prossimo presidente della Repubblica. I giochi politici entrano nel vivo e scende in campo anche Matteo Renzi.
matteo renzi

Siamo agli sgocciali, tra una settimana, infatti, si entrerà nel vivo dell’elezione del presidente della Repubblica. L’addio a Mattarella è sempre più vicino e il presidente della Camera Fico ha messo in atto la strategia per le votazioni in campo dal 24 gennaio: si voterà una volta al giorno tutti i giorni nella speranza di concludere entro il 3 febbraio. Intanto il centrodestra resta unito sul nome di Berlusconi, e anche Renzi, nelle ultime ore, ha scoperto almeno qualcuna delle sue carte.

Renzi apre a Draghi come Presidente della Repubblica

Per Renzi la papabile candidatura di Berlusconi al Quirinale finirà in un nulla di fatto: “Io parlo con tutti.

Vedremo se il centrodestra avanzerà formalmente una candidatura. Nel vertice di venerdì è emerso che il sogno quirinalizio di Berlusconi non ha i numeri“, ha spiegato in una intervista al Corriere. Poi l’apertura, importante, per Draghi, che ha detto di essere al servizio del Paese appena qualche settimana fa, non rigettando quindi la possibilità di cambiare e lasciare il Governo per la presidenza della Repubblica: “Draghi a Chigi è una garanzia per il Paese nell’anno di legislatura che ci rimane” chiarisce il leader di Italia Viva, e al Quirinale, invece, “garantisce l’Italia, per sette anni.

Sono entrambe buone soluzioni”. Cosa succede però se Draghi dovesse passare effettivamente al Quirinale? Renzi spiega: “Se andrà al Quirinale dovrà esserci un accordo politico contestuale sul governo”. In sostanza, Renzi dà il suo via libera per un Draghi presidente della Repubblica solo però con un accordo di governo.

Entro quando avremo un nuovo presidente della Repubblica

Per quanto andranno avanti le votazioni? A tentare di fare qualche previsioni è il presidente della Camera Roberto Fico che a Mezz’ora in più ha spiegato: “Mi sembrerebbe in questa fase arrivare oltre al 3 febbraio davvero un po’ sui generis.

Sono fiducioso perché sono tante votazioni, si vota ad oltranza“. La data, oltretutto, è quella effettiva di scadenza del settennato di Sergio Mattarella. Per l’elezione del prossimo presidente della Repubblica, Fico auspica “che tutte le forze politiche abbiano la responsabilità come hanno avuto in questi 2 anni di poter arrivare a un nome possibilmente condiviso“.

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