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Conte e Salvini, primo incontro per il Quirinale: la missione quasi impossibile è andare oltre Berlusconi

-4 giorni alla prima chiamata per il Quirinale: oggi l'incontro tra Giuseppe Conte e Matteo Salvini. Si lavora ad un nome comune, ma resta sempre il nodo Berlusconi da risolvere.
Conte e Salvini, primo incontro con vista sul Quirinale: la mission impossible è andare oltre Berlusconi

Primo contatto tra destra e sinistra in vista delle imminenti elezioni del Presidente della Repubblica: a fare da tramite tra due mondi apparentemente ancora molto lontani sono i due ex alleati di Governo, Giuseppe Conte e Matteo Salvini. Due anni dopo le dimissioni dal Conte I e il celebre attacco frontale al leader della Lega e alla Meloni “cospiratori nelle tenebre”, ora i due si sono trovati per sondare il terreno e capire se c’è un terreno comune tra le varie esigenze: centrale, ancora, è il nodo Berlusconi.

Elezioni per il Quirinale, oggi l’incontro “cordiale” tra Conte e Salvini

Proseguono le consultazioni interne alle varie realtà politiche che compongono il Parlamento della XVIII legislatura dell’Italia repubblicana.

Ieri l’incontro tra Conte, Letta e Speranza, durante il quale il centrosinistra si è ritrovato d’accordo su un punto fondamentale: no a Silvio Berlusconi al Quirinale. Il meeting tra Giuseppe Conte e Matteo Salvini di oggi, quindi, è senz’altro servito per capire se questo diktat avrà la forza di resistere alla volontà del centrodestra di essere protagonista di questa fase. Salvini ha di nuovo dichiarato che il nome del Cavaliere sarà “determinante“, ma secondo quanto viene riportato Lega e Fratelli d’Italia vorrebbero lavorare anche ad ipotesi alternative.

Il M5S, al contrario, oltre al no a Berlusconi vorrebbe anche tenere Mario Draghi a Palazzo Chigi: il suo è il nome che metterebbe tutti d’accordo, ma metterebbe anche a rischio la solidità di una maggioranza tenuta insieme proprio dal suo status politico.

Dall’incontro di oggi tra Conte e Salvini, durato circa un’ora, secondo quanto riporta Ansa non sarebbe emerso un nome alternativo o una posizione dominante: la nota della Lega riferisce che è stato “cordiale, hanno parlato di Quirinale e di governo, chiarendo i propri punti di vista“.

Poi ancora: “il leader della Lega ha ribadito che il centrodestra è e resterà compatto in tutte le votazioni“.

-4 giorni alla prima chiama per il Quirinale: resta il dubbio Berlusconi

La sensazione è che ogni forza politica sia ancora ferma all’angolo, in attesa di capire se Silvio Berlusconi proverà davvero a portare avanti le sue ambizioni di Quirinale o getterà prima la spugna.

Fino ad allora, sarà difficile sedersi al tavolo e parlare, per trovare un punto d’incontro. Secondo quanto emerso nelle ultime ore, domani potrebbe esserci un altro incontro del centrodestra, ma solo domenica Berlusconi “scioglierà la sua riserva”.

Solo allora, si capirà se vorrà “venire e starsene in disparte o non venire per niente“.

Il suo centralinista, Vittorio Sgarbi, ha candidamente ammesso che i numeri per farsi eleggere Presidente della Repubblica non ci sono: 15-20 quelli conquistati sinora con l’operazione scoiattolo, ma ne servirebbero almeno 90 o 100, oppure un radicale cambio di rotta di PD, M5S e del resto del centrosinistra che ritiene al momento impresentabile il nome del Cavaliere. “Di fronte all’assalto al Colle del centrodestra abbiamo dovuto trovare un equilibrio – ha detto in queste ore Enrico Letta a Radio Immagina – Dobbiamo trovare un accordo, su un nome super partes“.

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