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Renzi dice la sua su Draghi al Quirinale: “Serve un accordo politico”. Per l’ex premier Casini candidato forte

Matteo Renzi analizza la situazione a 24 ore dall'inizio del voto per il Quirinale, e in ballo ci sono candidature d'eccezione, come quella di Mario Draghi.
matteo renzi a mezz'ora in più

Matteo Renzi torna a parlare della partita del Quirinale, di cui si definisce questa volta un semplice osservatore, con un ruolo di moral suasion verso chi ha la pallina in mano. Il leader di Italia Viva spiega i termini per una possibile ascesa di Mario Draghi al Colle, il quale dovrebbe a suo dire parlare con i partiti se vuole tentare l’impresa e rassicurarli sul futuro del governo. Considerazioni anche sull’altro candidato del momento, Pier Ferdinando Casini, e da parte 5 Stelle Andrea Riccardi.

Renzi, la ritirata di Berlusconi: “Non aveva i numeri per il Quirinale”

Renzi e Berlusconi hanno ampi trascorsi in merito al voto per il presidente della Repubblica, come sa chi ricorda l’elezione di Mattarella, portato avanti dall’ex premier a costo del patto del Nazareno con Berlusconi.

Oggi lo riconoscono tutti che fu una scelta giusta nell’interesse del Paese“, dichiara Renzi a Mezz’ora in Più, ammettendo di non aver messo veti sul leader di Forza Italia.

Io credo che Berlusconi ha sbagliato a credere a quel suo cerchio magico che l’ha messo su una roba che non sta né in cielo né in terra. La candidatura di Berlusconi non esiste, ma non per ragioni politiche, o per le sue condizioni, semplicemente non aveva i numeri per fare il presidente della Repubblica“, commenta, “Sinceramente credo che chi vuole bene a Berlusconi avrebbe dovuto fermarlo prima.

Non gli vuoi bene se lo mandi a fare un’impresa che sai non esiste“. Renzi tra l’altro dichiara di non essere stato contatto né da Sgarbi né dallo stesso Berlusconi nell’ambito dell’operazione scoiattolo, poi naufragata.

Centrodestra e centrosinistra: chi ha in mano le chiavi del Quirinale per Renzi

Il senatore di Rignano sull’Arno, inoltre, non pone veti su un candidato di destra: “Il presidente della Repubblica può anche essere di destra, l’importante è che quando vada lì rappresenti tutti“.

Infatti l’appello che Renzi fa ai colleghi è di votare “pensando ai prossimi 7 anni, non ai prossimi 7 minuti“.

In merito allo scontro tra Salvini e Letta su chi ha più credito per avanzare nomi, spiega che “Salvini vuole tenere unito il centrodestra, vediamo se ha la possibilità di tirare fuori un nome. La vera bravura è prendere un candidato e farlo crescere, non come ha fatto Bersani nel 2013. Quella vicenda lì è stata una dimostrazione di dilettantismo della politica“.

In quanto al segretario del PD invece, “ha un ruolo minore, perché ha meno delegati.

Sta tentando di tenere insieme Conte e Speranza. Il problema è che quelli divisi adesso sono i 5 Stelle. L’ex sottosegretario e ministro Fraccaro è stato oggetto di una dura polemica, perché ‘sgamato’ a parlare di Salvini della candidatura di Tremonti“.

Entrambi hanno qualcosa da provare, ma “Salvini credo che abbia bisogno di dimostrare che è un leader che sa portare a casa un risultato. Letta sta giocando di rimessa. Al momento è tutta tattica, si capisce meglio qualcosa martedì“.

Draghi al Quirinale? Per Renzi deve prima passare dalla politica

Renzi inoltre continua a mandare un messaggio a Draghi, quello di parlare con la politica se vuole entrare nel Quirinale.

Per il senatore ci sono due schieramenti, chi vuole che Draghi rimanga a Palazzo Chigi per un altro anno e chi pensa che “siccome 7 anni sono più di uno, mandiamo al Quirinale“. La strada però è difficile: “Al Quirinale non si va contro i partiti, in Italia se uno parla contro i partiti va dappertutto, l’unico spazio in cui la Costituzione impedisce di parlare male dei partiti è il Colle. Penso che la candidatura di Draghi possa stare in piedi solo a condizione che abbia questo elemento politico.

L’alternativa è, o era, di una scelta politica. Oggi se va al Colle è solo per un accordo politico“.

Casini, Riccardi e gli altri candidati per il Colle

Non c’è solo Draghi in ballo, ma anche altri nomi. Uno dei più gettonati è quello di Pier Ferdinando Casini che, per Renzi, “come tutti gli ex presidenti di Camera e Senato, sono per tradizione un po’ più forti. È una delle ipotesi alla quale si pensa“. Improbabile invece la vittoria di Andrea Riccardi: “È una persona straordinaria, uomo di grandissimo livello, ma credo non abbia nessuna possibilità di essere eletto. I 5 Stelle lo vorrebbero come candidato di bandiera. La vera questione è capire chi fa il presidente non il candidato di bandiera“.

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