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Quirinale: Draghi fa la sua “mossa” nel giorno della fumata nera, dialogo aperto per il Colle

La prima giornata di voto per l'elezione del successore di Mattarella al Quirinale si è chiusa con una prevedibile fumata nera. Draghi "tende la mano" con una mossa per sbloccare il nodo trattativa.
Quirinale: Draghi fa la sua "mossa" nel giorno della fumata nera, dialogo aperto per il Colle

Prevedibile fumata nera a conclusione del primo scrutinio per l’elezione del Presidente della Repubblica del dopo Sergio Mattarella. Oggi è atteso il secondo appuntamento della corsa al Quirinale, mentre dalle trame di Palazzo Chigi filtra un’indiscrezione: Mario Draghi avrebbe fatto la sua “mossa” per sciogliere il nodo trattativa e capire l’orizzonte più prossimo alle esigenze del Paese. Nella girandola di incontri tra le forze politiche, il nome del premier è rimasto centrale e avrebbe preso sempre più quota, finendo per non essere più così peregrino anche per Matteo Salvini.

Quirinale: la mossa di Draghi nel dialogo per il Colle

Il nome di Draghi resta fulcro del dibattito e della serie di incontri a ridosso e a margine della prima giornata di votazioni per il Quirinale, ed è sempre il premier, secondo quanto trapelato nelle ultime ore, a “muovere” la prima pedina nel difficile cammino per l’individuazione di un percorso comune che porti a un successore con la più ampia maggioranza possibile.

Un suo eventuale addio a Palazzo Chigi per un trasferimento al Colle è scenario che posiziona sul tavolo il rischio di un Governo dai piedi d’argilla, ed è proprio su questo precario equilibrio che si gioca la fase più dura della partita.

Secondo quanto appreso da Adnkronos, sarebbero stati i leader delle forze politiche a sollecitare un’iniziativa da parte di Draghi, e questa sarebbe arrivata tradotta nell’apertura a un confronto per mettere a fuoco le aspettative concrete dei partiti sul suo ruolo nell’arena politica nazionale.

Ne sarebbero scaturiti colloqui delle ultime ore con Matteo Salvini – incontro blindato in un “no comment” – e con Enrico Letta e Giuseppe Conte, cristallizzati nella formula “consultazioni” di Draghi da alcuni osservatori della corsa al Quirinale. Da una parte, la mossa di Draghi sarebbe inquadrata quale sintomo di apertura a un repentino scioglimento del nodo trattativa, ma resta il peso di tutte le incognite sulle sorti del Governo in caso di un suo “trasloco”.

Elezioni Presidente della Repubblica, oggi secondo scrutinio

La prima votazione per eleggere il presidente della Repubblica tenutasi ieri, 24 gennaio, si è risolta nel prevedibile epilogo di una fumata nera. 672 schede bianche, 49 nulle e nessun quorum. Paolo Maddalena è stato il più votato. E dalle 15 di oggi si torna nell’Aula di Montecitorio, anche se una linea chiara potrà probabilmente delinearsi dalla quarta chiama.

Nella parentesi che separa le prime due giornate di scrutinio, si sarebbe aperto un dialogo – seppur tiepido – tra il leader della Lega Matteo Salvini e quello del Pd Enrico Letta, e l’orizzonte di una condivisione apparirebbe ora possibile proprio intorno al nome dell’attuale premier.

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