Politica

Quirinale, si cerca un accordo per la quarta votazione: tramonta l’opzione Casellati, la maggioranza in bilico

Continua la partita per il Quirinale, e non mancano i colpi di scena. Meloni fa lo sgambetto alla candidatura di Casellati mentre Salvini ancora non ha aperto le trattative con il centrosinistra.
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Anche la terza votazione per eleggere il prossimo inquilino del Quirinale è andata a vuoto, mentre la situazione politica si fa sempre più intricata. Nelle prossime ore potrebbe però svolgersi il “conclave” tra centrodestra e centrosinistra che aprirebbe a una soluzione per la quarta votazione. Si indeboliscono contemporaneamente le alleanze tra i partiti, con Fratelli d’Italia che si muove autonomamente proponendo Guido Crosetto, collezionando ben più voti di quelli del recinto di Giorgia Meloni. I rapporti sono incrinati anche tra Movimento 5 Stelle e PD, composizioni tutt’altro che monolitiche al loro interno, attraversati da sospetti e dubbi sulla lealtà alla coalizione.

Casellati lontana dal Quirinale: spallata di Meloni al centrodestra

La giornata di oggi, con le votazioni per l’elezione del presidente della Repubblica iniziate alle 11, ha portato a una nuova fumata nera. Con conseguenze comunque importanti, come dimostra l’exploit di Guido Crosetto, messo sul tavolo da Fratelli d’Italia per “contarsi” e che ha invece raggiunto i 114 voti, ben di più dei 64 grandi elettori di Fratelli d’Italia. Un segnale per Matteo Salvini, che sta conducendo le trattative e che sta (stava?) puntando tutto sulla presidentessa del Senato Elisabetta Casellati.

La forzista è oggetto di resistenze non solo da parte del centrosinistra, ma probabilmente anche dentro il suo stesso schieramento. Fratelli d’Italia ha affossato l’opzione Casellati alla quarta votazione, la forzatura che avrebbe avuto in mente Salvini, proprio con la candidatura di bandiera di Crosetto. Il ghiaccio è sottilissimo ora per Salvini, che ha ricevuto anche l’altolà del PD, da cui traspare la volontà di Enrico Letta di sbarrare la strada al Quirinale per la presidentessa del Senato, minacciando anche la tenuta della maggioranza.

I pericoli per il governo, Di Maio avverte sulla spaccatura della maggioranza

Il segretario PD non è il solo a minacciare una crisi di governo, anche Luigi Di Maio, secondo quanto apprende l’Adnkronos, ventilerebbe spaccature nella maggioranza in caso il centrodestra porti avanti un nome divisivo. E proprio quello di Casellati viene rispedito al mittente dai pentastellati, paragonandolo alla candidatura di Berlusconi.

Fa il suo gioco anche Giorgia Meloni. Con una nota, Fratelli d’Italia fa sapere che è “imprescindibile una votazione compatta del centrodestra su un candidato della coalizione, come valutato nell’ultimo vertice.

A Salvini il mandato di individuare, attraverso le sue molteplici interlocuzioni, il candidato più attrattivo tra quelli presentati ieri“. La leader di FdI chiede un candidato di centrodestra dopo l’affossamento della rosa di nomi presentata, bocciando quindi Pier Ferdinando Casini, e non ha inoltre alcun interesse a mantenere in piedi il governo Draghi.

Meloni punta forse a forzare la mano a Salvini, che in caso tentasse il blitz con Casellati al quarto scrutinio, comunque vada, metterebbe in crisi gli equilibri della maggioranza.

Ancora niente conclave tra centrodestra e centrosinistra sul Quirinale

Equilibri che sono già molto fragili.

L’invito di Enrico Letta a Salvini di chiudersi in “conclave” a “pane e acqua” finché non si trova una soluzione non ha ancora trovato risposta. È probabile che il faccia a faccia tra i leader di partito ci sarà nelle prossime ore, prima o dopo la riunione dei grandi elettori dem alle 21.

Nel frattempo Matteo Salvini cerca un coniglio per il suo cappello, che potrebbe essere Sabino Cassese, noto costituzionalista che il leader della Lega ha incontrato in questi momenti, come riferisce Il Foglio. Incontro smentito da fonti della Lega, ma potrebbe essere un invito alla cautela.

Forse Salvini attende di sottoporlo al centrosinistra o potrebbe significare che Cassese non si sia dichiarato disponibile.

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