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Frattini riprende quota per il Quirinale ma la candidatura divide tutti. Il PD: “Provocazioni”, gelo di Meloni e FdI

Torna la candidatura di Franco Fattini per il Quirinale, ma l'ex ministro di Berlusconi incassa molti no, come da parte del PD, ma anche il poco entusiasmo all'interno del centrodestra, in primis di Meloni.

Ancora nessuna soluzione per il Quirinale, con la quarta votazione di oggi andata a vuoto e nessuna trattativa che riesca ad arrivare a una quadra per individuare il prossimo inquilino del Colle. Nelle ultime ore sembra sia tornato a circolare il nome di Franco Frattini, presidente del Consiglio di Stato e due volte ministro di Silvio Berlusconi. Frattini però trova il netto rifiuto del Partito Democratico, con Enrico Letta che ha lasciato trasparire “irritazione” per quella che sembra l’ennesima candidatura destinata a spaccare le alleanze. In questi quattro giorni i nomi hanno continuato a girare, con una lista che alla vigilia della quinta votazione continua a crescere, mentre i rapporti di forza quasi uguali tra i blocchi dei partiti segnano uno stallo da cui non sarà facile uscire.

Frattini di nuovo quotato per il Quirinale: lo stallo delle trattative

Franco Frattini torna in voga per la corsa del Quirinale, dopo la giornata di oggi che si è chiusa con una nuova fumata nera. Il nome del presidente del Consiglio di Stato è quello su cui starebbe lavorando Matteo Salvini, ma non mancherebbero resistenze all’interno di Forza Italia. La candidatura è divisiva all’interno della coalizione di centrodestra, già smossa dalla contrarietà di Giorgia Meloni all’astensione decisa per il voto di oggi, figurarsi per il centrosinistra.

Sarebbe contrario il PD, con Enrico Letta che parla di “provocazioni“, un pensiero che trova seguito in parte del Movimento 5 stelle.

Laura Castelli, dell’ala del ministro Luigi Di Maio, etichetta la candidatura di Frattini come un tentativo di “spaccare la maggioranza di governo” che mostrerebbe la mancata “volontà di trovare una soluzione per il Colle“. Proprio i pentastellati che si rifanno al ministro degli Esteri boccerebbero il nome del centrodestra, che rischia di mettere in crisi l’alleanza con il PD.

Nonostante ciò, si lavora sull’ex ministro di Berlusconi, cercando di far venire i dem a miti consigli, una strada al momento tutta in salita.

Scosse nel centrodestra: Meloni si smarca da Salvini

Molto delicati non sono solo i rapporti all’interno del centrosinistra: Fratelli d’Italia sembra mettersi sempre più di traverso rispetto alla strategia di Salvini. Giorgia Meloni, dopo la dimostrazione di forza sulla candidatura di Guido Crosetto, sembra voler contendere la leadership al segretario della Lega e anche su Frattini non si mostra convinta.

A dimostrarlo le parole di Ignazio La Russa, esponente di FdI: “Frattini è persona stimabile, ma non mi risulta che sia nelle recenti interlocuzioni del centrodestra, di sicuro non con Fratelli d’Italia, e nemmeno da parte degli altri gruppi che stamani hanno partecipato al vertice del centrodestra, che non hanno fatto il suo nome“.

Il senatore dichiara che probabilmente “se ne parlerà nel vertice di stasera” ma chiarisce che “non mi piace il metodo“.

All’orizzonte il rimpasto di governo: i due forni della politica

La situazione è ulteriormente complicata dal fatto che il Quirinale non è l’unica partita che si sta giocando.

All’orizzonte si prospetta un rimpasto di governo, specialmente in caso dovesse spuntarla Frattini al tavolo delle trattative, che come presidente della Repubblica cambierebbe gli equilibri di potere all’interno della maggioranza. Il dubbio resta anche sulla tenuta di Mario Draghi, incontrato questa mattina da Antonio Tajani, leader di Forza Italia che fa le veci di Berlusconi, ricoverato per accertamenti al San Raffaele.

Il faccia a faccia Palazzo Chigi non avrebbe alzato le quotazioni di Draghi, ancora nella rosa di nomi papabili, insieme a Elisabetta Belloni e Sabino Cassese.

Tajani ha infatti ribadito che il premier deve rimanere a Palazzo Chigi per “proseguire il suo lavoro alla guida del governo“. Se lo farà però, dipenderà molto da chi sarà il prossimo inquilino del Quirinale.

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