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Ucraina, Mosca ritira parte delle truppe dal confine e parla di “fallimento storico della propaganda occidentale”

La Russia parla di ritiro programmato e nega che si tratti di un provvedimento dovuto all' "isteria occidentale": intanto il Presidente ucraino tira un sospiro di sollievo.
Ucraina, Mosca ritira parte delle truppe dal confine e parla di "fallimento storico della propaganda occidentale"

Si respira un vento di speranza che soffia da Mosca: il Presidente Vladimir Putin ha deciso di ritirare una parte delle truppe russe che finora si trovavano schierate al confine ucraino. Secondo i vertici del Cremlino, il ritiro sarebbe dovuto al fatto che le truppe in questione erano sul posto per delle esercitazioni che ora si sarebbero concluse. La crisi ucraina potrebbe giungere a un termine in brevi tempi.

Ucraina, una parte delle truppe russe si ritira dal confine

Delle 150mila truppe russe in Ucraina, molte rimangono comunque al confine. Nella giornata di oggi il cancelliere tedesco Olaf Scholz avrà un incontro con Putin al fine di sedare le tensioni, con l’intento finale di scongiurare il pericolo di un effettivo conflitto.

La notizia è giunta dal portavoce della difesa russa, il generale Igor Konashenkov: “Unità dei distretti militari meridionali e occidentali, che hanno completato i loro compiti, hanno già iniziato a caricare i mezzi di trasporto ferroviari e terrestri e oggi inizieranno a rientrare alle proprie basi”.

Ucraina, il Presidente ringrazia Usa e Canada

Sollievo dai vertici ucraini, che vedono allontanarsi lo spauracchio di un’invasione e, più in grande, di una guerra.

Volodymyr Zelens’kyj, Presidente dell’Ucraina, ha ringraziato con un tweet Stati Uniti e Canada per il sostegno economico e di assistenza avuto in queste settimane di crisi e tensione con la Russia.

Mosca parla di ritiro programmato: nessuna genuflessione all’ “isteria occidentale”

Mosca, dal canto suo, nega totalmente che il ritiro delle truppe sia dovuto a pressioni occidentali, e dichiara che si tratterebbe di un ritiro programmato.

Il ministero degli esteri russo ha dichiarato : “La data del 15 febbraio del 2022 entrerà nella Storia come il giorno del fallimento della propaganda di guerra da parte dell’Occidente.

Svergognati e annientati senza sparare un colpo” (lo scrive su Twitter Maria Zakharova, portavoce del ministero). Mosca aveva già definito il comportamento degli Stati Uniti come “isterico”, dopo che gli usa avevano fatto evacuare i diplomatici da Kiev (con ogni probabilità il Presidente Biden voleva scongiurare una nuova fuga rocambolesca dei cittadini americani da un paese estero, come era accaduto invece in Afghanistan).

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