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Referendum Giustizia: la Corte ne approva 5, inammissibile quello sulla responsabilità civile dei giudici

Dopo i no a eutanasia legale e cannabis, la Corte approva 5 su 6 referendum sul tema giustizia: sì a separazione carriere e abolizione legge Severino; inammissibile invece la responsabilità diretta dei togati.
Referendum Giustizia: la Corte ne approva 5, inammissibile quello sulla responsabilità civile dei giudici

Dopo il no alle proposte di referendum sull’eutanasia e sulla cannabis, la Corte Costituzionale rende noto che 5 su 6 quesiti sulla giustizia sono invece stati approvati e verranno quindi votati dagli italiani nei prossimi mesi. L’unico ritenuto inammissibile è quello che chiedeva la responsabilità civile diretta per giudici e magistrati in caso di errori. Via libera invece a separazione delle carriere e parziale abolizione della legge Severino.

Approvati 5 referendum sulla giustizia: quali sono e cosa vogliono cambiare

Mentre una parte del Paese ancora si indigna per il no ai referendum sull’eutanasia legale e cannabis, si andrà a votare sui temi della giustizia, materia già sul punto di esser riformata dal Governo.

Come rende noto la Corte Costituzionale, sono 4 i referendum ritenuti ammissibili (5 considerando anche il quesito sulla valutazione dei magistrati):

  • Abrogazione delle disposizioni in materia di incandidabilità – Si tratta di una parziale modifica della Legge Severino, quella che prevede la sanzione dell’incandidabilità e il divieto a ricoprire cariche elettive o di governo in caso di condanne definitiva superiori a 2 anni. Se approvata, spetterà ai giudici valutare, di volta in volta, l’interdizione dai pubblici uffici.
  • Separazione delle funzioni dei magistrati – Il quesito più atteso e sul quale sta lavorando anche la Riforma Cartabia: si punta a modificare 5 leggi per impedire ai magistrati di diventare giudici e viceversa.
  • Eliminazione delle liste di presentatori per l’elezione dei togati del Csm.
  • Diritto di voto degli avvocati sulle valutazioni dei magistrati – Per ora gli avvocati hanno solo diritto di tribuna negli organi preposti, ma non di voto e non possono quindi valutare i togati.
  • Limitazione delle misure cautelari – Si chiede che la custodia preventiva venga applicata solo se sussiste l’ipotesi che vengano compiuti nuovi e gravi reati; chiesta l’eliminazione della misura cautelare per delitti puniti con massimo 4 anni di pena.

Nel comunicato della Corte, questi quesiti “sono stati ritenuti ammissibili perché le rispettive richieste non
rientrano in alcuna delle ipotesi per le quali l’ordinamento costituzionale esclude il ricorso all’istituto referendario
“.

Bocciato il referendum sulla responsabilità civile dei giudici

L’unico referendum sul tema della giustizia che non ha trovato il parere favorevole della Corte, è quello che chiedeva la responsabilità diretta per giudici e magistrati: al momento, i togati hanno una responsabilità “indiretta” in caso di errori giudiziari. Al momento a pagare è lo Stato, si voleva chiedere agli italiani se modificare le cose e rendere magistrati e giudici direttamente e civilmente responsabili. Referendum ritenuto inammissibile.

Come per eutanasia e cannabis, ora l’unica possibilità è quella di passare per il Parlamento: Giuliano Amato, Presidente della Corte costituzionale italiana, in conferenza stampa ha ributtato la palla al sistema legislativo, soprattutto per quanto riguardare il tema del fine vita.

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