Politica

Donbass: Putin ordina missione di Peacekeeping. Prime immagini di carri armati nelle repubbliche separatiste

A seguito del discorso di Putin, i Paesi Occidentali e il governo di Kiev hanno risposto duramente. Gli Stati Uniti hanno annunciato lo stop ai rapporti commerciali.
Donbass: Putin ordina missione di Peacekeeping. Prime immagini di carri armati nelle repubbliche separatiste

Sono ore di grande tensione quelle che hanno seguito l’annuncio del Presidente russo Vladimir Putin di riconoscimento del governo dei separatisti nelle regioni del Donbass. All’annuncio del governo russo è seguito un lungo discorso fatto dallo stesso Putin che ha rimarcato l’appartenenza storica e culturale dell’Ucraina alla Russia; un discorso carico di attrito nei confronti dell’Ucraina e del suo governo.

Putin annuncia una missione di Peacekeeping nel Donbass

Il Presidente russo Vladimir Putin ha dato il via a una missione di peacekeeping– mantenimento della pace nelle repubbliche separatiste del Donbass, Donetsk e Lugansk, di cui ha riconosciuto l’indipendenza.

Ora, con il documento di riconoscimento dell’indipendenza delle repubbliche auto-proclamate, la Russia si farà portatrice di pace con le proprie forze armate che ora entreranno nel territorio.

Sui social circolano prime immagini di mezzi armati intenti ad entrare in territori ucraini, al momento però si tratterebbe di immagini non confermate.

Le reazioni occidentali alle mosse di Putin

Immediate le reazioni occidentali, e non solo, al discorso di Putine e al riconoscimento del Cremlino delle repubbliche del Donbass. In Francia, mentre ancora era in corso il discorso del leader russo, il Presidente Macron ha convocato il consiglio di Sicurezza dell’Onu.

Il Presidente ucraino Zelensky ha convocato il consiglio di difesa e ha avuto un colloquio telefonico di 35 minuti con il Presidente degli Stati Uniti Biden.

Gli Stati Uniti hanno prontamente annunciato nuove sanzioni alla Russia, fatte di: divieto di nuovi investimenti, attività commerciali e finanziarie da parte di cittadini americani da o negli Stati del Donbass. Duro anche il commento del segretario di Stato Blinken: “Il riconoscimento delle repubbliche separatiste di Donetsk e Lugansk da parte della Russia richiede una risposta veloce e ferma, e noi faremo i passi appropriati in coordinamento con i partner”.

Anche l’Onu, attraverso le parole di Gutierres, ha reso noto che l’azione della Russia ha violato la sovranità di Kiev, mentre l’Europa tramite Ursula Von Der Leyen e Charles Michel, ha ribadito che quanto accaduto è “Una lampante violazione del diritto internazionale, dell’integrità territoriale ucraina e degli accordi di Minsk.

L’Ue e i suoi partner reagiranno con unità, fermezza e determinazione“. Infine, anche da Londra la reazione è durissima e sono state annunciate sanzioni che arriveranno domani.

Putin vuole davvero invadere l’Ucraina?

Si tratta del vero dilemma di questa crisi, il Presidente russo Putin si fermerà al Donbass o andrà oltre verso l’intera Ucraina? Probabilmente no, o meglio, dipende dalle sanzioni che potrebbero arrivare dall’occidente. C’è una situazione di stallo che vede da un lato la Russia che non vuole invadere per i suddetti motivi e dall’altro l’occidente che non vuole una guerra; saranno le prossime ore a chiarire meglio come si articoleranno gli eventi.

Potrebbe interessarti