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In Ucraina stato di emergenza: Kiev conferma di voler entrare nella NATO. I separatisti chiedono aiuto a Mosca

Precipita la crisi ucraina, con il Parlamento che approva lo stato d'emergenza e chiama i riservisti. I separatisti del Donbass chiedono aiuto a Putin.
militari ucraini

Altissima la tensione nell’Est Europa, con l’Ucraina che dichiara lo stato d’emergenza a partire dalla mezzanotte del 24 febbraio. Il presidente Volodymyr Zelensky ha ribadito la volontà del Paese di aderire alla NATO, condizione ritenuta inaccettabile da Vladimir Putin ben prima che la crisi degenerasse. Dall’amministrazione Biden continuano a filtrare indiscrezioni sull’ormai prossima invasione della Russia verso l’Ucraina, nonostante le previsioni si siano dimostrate errate in passato. Per gli Stati Uniti, Putin avrebbe quasi spostato il 100% delle truppe in posizione di attacco, eventualità che sembra sempre più concreta.

Ucraina, dichiarato lo stato di emergenza. Zelensky: “Aderire all’Ue e alla Nato

La posizione dell’Ucraina nella crisi che va avanti da settimane è stata ribadita dal presidente Volodymyr Zelensky in conferenza stampa. “Confermiamo le ambizioni di aderire all’Ue e alla Nato“, ha dichiarato il premier ucraino, “Il destino dell’Europa si decide in Ucraina“. La volontà di entrare nella sfera d’influenza europea, a cui è contraria Mosca, è stata accolta con favore da Polonia e Lituania che, hanno dichiarato, appoggeranno questa richiesta. “L’Ucraina merita lo status di candidato all’Ue, date le attuali sfide alla sicurezza“, riporta la dichiarazione congiunta pubblicata da Reuters dei presidenti polacco e lituano Andrzej Duda e Gitanas Nauseda.

Nel frattempo Kiev risponde alle mosse del Cremlino. Il Parlamento ha approvato la dichiarazione dello stato d’emergenza e richiamato i riservisti, imponendo il servizio militare a tutti gli uomini in grado di combattere. L’Ucraina ha inoltre richiamato i circa 3 milioni di cittadini presenti in Russia, mentre Mosca ha iniziato a evacuare la sua ambasciata nel Paese.

Il rischio di attacchi informatici da parte della Russia

L’Ucraina è stata vittima mercoledì mattina di un attacco informatico contro alcuni siti governativi e statali, compreso quello del Parlamento, oltre a diverse banche.

I siti sono rimasti inaccessibili per ore, un segnale, secondo l’Ue e gli Stati Uniti, che la Russia ha già iniziato la guerra ibrida contro il vicino.

La possibilità che si intensifichi la cyberwar anche contro i Paesi europei è molto concreta, con esperti e analisti che hanno invitato i governi a fortificare le difese delle istituzioni sensibili. La Russia ha comunque negato il suo coinvolgimento negli attacchi, che ha visto l’Unione europea schierare il suo team di risposta rapida di cyber security per sostenere l’Ucraina.

Stati Uniti: Russia pronta ad attaccare l’Ucraina

Da oltreoceano arriva intanto l’avvertimento di alcune fonti del governo in merito alla possibile invasione dell’Ucraina, nonostante le precedenti previsioni che vedevano il 16 febbraio come data d’inizio della controffensiva russa si siano poi dimostrate sbagliate. The Guardian ha confermato le indiscrezioni sulle proiezioni statunitensi che prevedono un’azione russa su larga scala nelle prossime 48 ore. La Casa Bianca avrebbe avvertito Zelensky, mentre l’intelligence statunitense avrebbe individuato come possibile primo obiettivo Charkiv, città vicina al confine nord-orientale, come riportato dalla CNN, il cui aeroporto è stato chiuso.

Un ufficiale della Difesa degli Stati Uniti ha inoltre dichiarato alla stampa che “quasi il 100% delle forze” russe sarebbe in posizione di combattimento. Le truppe di Mosca intorno all’Ucraina sono stimate tra le 170mila e le 190mila unità, come confermato oggi anche dal ministro degli Esteri Di Maio durante l’informativa alla Camera sulla crisi ucraina.

I leader separatisti del Donbass chiedono aiuto a Mosca

L’agenzia di stampa russa Tass dirama la notizia che i leader separatisti delle autoproclamate repubbliche indipendenti di Donetsk Luhansk avrebbero chiesto aiuto alla Russia contro Kiev.

Dmitry Peskov, portavoce di Putin, ha confermato la richiesta di “assistenza per respingere l’aggressione delle forze ucraine“.

Peskov, leggendo una lettera che sarebbe stata inviata dai separatisti, dichiara che “I capi di queste repubbliche, a nome loro e del loro popolo, hanno espresso gratitudine al presidente russo per il riconoscimento dei loro Stati” e accusato Kiev di voler “risolvere il conflitto con la forza“.

Pentagono: truppe russe verso Donetsk Luhansk

Per gli Stati Uniti, che hanno momentaneamente messo un freno agli sforzi diplomatici, la richiesta di supporto da parte dei separatisti è il pretesto per il Cremlino per intervenire militarmente in Ucraina. Quella “operazione sotto falsa bandiera” che la Casa Bianca accusa Putin di star mettendo in atto dall’inizio della crisi.

Secondo il Pentagono, inoltre, “forze militare russe addizionali” si stanno dirigendo verso Donetsk e Luhansk, come annunciato dal portavoce John Kirby: “Non possiamo confermare con grande precisioni i numeri, in quale formazione sono e quali sono le capacità, ma certamente crediamo che stia succedendo“.

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