Politica

Salvini porta fiori all’ambasciata ucraina: quali politici condannano l’aggressione di Putin dopo le polemiche

Salvini e Meloni esprimono vicinanza all'Ucraina per l'attacco russo, dopo le polemiche per la loro vicinanza passata a Putin. Il leader della Lega deposita fiori davanti l'ambasciata ucraina.
salvini depone fiori davanti ambasciata ucraina

Prese di posizione chiare e nette da parte della politica italiana si susseguono dopo le polemiche che hanno investito alcuni esponenti dei principali partiti, accusati di essere troppo vicini a Putin. È il caso di Matteo Salvini, leader della Lega, oggetto di dure contestazioni per le sue esternazioni passate a favore del presidente russo. Anche Giorgia Meloni ha appoggiato la condanna del governo Draghi contro l’aggressione all’Ucraina con un duro post sui social.

Salvini, mazzo di fiori fuori dall’ambasciata ucraina in segno di solidarietà

Il leader della Lega Matteo Salvini ha deposto nella serata di oggi un mazzo di fiori davanti l’ambasciata ucraina a Roma, per promuovere un messaggio di vicinanza allo Stato oggetto dell’invasione russa.

L’ex ministro dell’Interno è stato accusato durante la giornata di essere filo-putiniano, e sui social si sono susseguite immagini di Salvini durante gli incontri con il presidente russo o nei suoi viaggi a Mosca, durante uno dei quali si è fotografato con una maglia con l’immagine di Putin davanti il Cremlino.

Il leader della Lega è stato ricordato anche dalla stampa per le sue dichiarazioni a favore del presidente russo. Dalla richiesta di riconoscimento dell’annessione della Crimea da parte russa durante un convegno a Milano, agli attestati di stima verso Putin, considerato in passato da Salvini uno dei “migliori statisti in circolazione“.

Il gesto di oggi condiviso sui social è stato anche un modo per placare le polemiche, con Salvini che ha poi incontrato l’ambasciatore ucraino Yaroslav Melnyk.

Giorgia Meloni: “Inaccettabile l’attacco della Russia d Putin contro l’Ucraina”

Più dura la condanna di Giorgia Meloni, che oggi con un post su Facebook ha preso una posizione inequivocabile sulla crisi ucraina. “Inaccettabile attacco bellico su grande scala della Russia di Putin contro l’Ucraina.

L’Europa ripiomba in un passato che speravamo di non rivivere più“, scrive la leader di Fratelli d’Italia, “È il tempo delle scelte di campo. L’Occidente e la comunità internazionale siano uniti nel mettere in campo ogni utile misura a sostegno di Kiev e del rispetto del diritto internazionale“.

post facebook di giorgia meloni

La dichiarazione arriva dopo che a Meloni è stato chiesto conto delle sue precedenti esternazioni contro l’alleanza atlantica. La deputata si è espressa diverse volte a favore del presidente Putin, come nel 2018, quando si è congratulata per la quarta vittoria alle elezioni, definendo “inequivocabile” la volontà del popolo russo, che oggi ha protestato contro l’aggressione all’Ucraina subendo una dura repressione.

Il centrodestra si smarca dal putinismo, ma Berlusconi tace

La leader di Fratelli d’Italia, come Salvini, è considerata troppo vicina alla destra russa che appoggia il regime di Putin.

Sia la Lega che Fratelli d’Italia presero varie volte le difese della Russia, schierandosi ad esempio contro le sanzioni e l’espulsione dei diplomatici russi nel 2018, per il caso Skripal. Il dialogo per costruire una destra sovranista internazionale è continuato nel corso degli anni, posizioni non più sostenibili dopo gli sviluppi di oggi.

Non solo Salvini e Meloni: nell’arco del centrodestra anche Silvio Berlusconi è stato ricordato per l’amicizia di lunga data con il presidente russo. Il presidente di Forza Italia è stato anche sollecitato a telefonare a Putin, ospitato varie volte anche nelle sue ville ad Arcore e in Sardegna, per intercedere nella crisi attuale. Berlusconi, pur dichiarandosi preoccupato per la situazione in Ucraina, non si è comunque espresso contro le azioni del presidente russo. Dai profili social dei leader del centrodestra sono poi scomparsi i post che testimoniavano gli attestati di stima a Putin, una mossa anche questa mediatica per correggere il tiro di un passato troppo indulgente.

Potrebbe interessarti