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Ucraina, Zelensky accetta i negoziati con Mosca ma non in Bielorussia: truppe russe entrano a Charkiv

Riprendono gli sforzi diplomatici, con Mosca che manda una delegazione in Bielorussia. Zelensky conferma la disponibilità a negoziare ma non dal Paese da cui partono attacchi all'Ucraina.
zelensky putin

Volodymyr Zelensky ha riposto alla disponibilità di negoziati della Russia, chiedendo però che non si svolgano in Bielorussia, Paese allineato al Cremlino da dove sono partite alcune delle forze d’invasione russe. I combattimenti in Ucraina sono andati avanti tutta la notte, con il governo ucraino che denuncia violazioni delle convenzioni sui diritti umani da parte della Russia. Mosca avrebbe intensificato i bombardamenti e parte dei contingenti russi sarebbero entrati nella città di Charkiv, al momento oggetto di una durissima contesa tra i militari di Mosca e le forze di resistenza ucraine.

Negoziati Russia-Ucraina: Zelensky accetta ma non in Bielorussia

Ci sono evoluzioni sul piano della diplomazia per quanto riguarda l’invasione dell’Ucraina, arrivata al quarto giorno di combattimenti. Dmitry Peskov, portavoce del presidente Vladimir Putin, ha annunciato l’arrivo della delegazione russa a Gomel, in Bielorussia, come riferisce l’agenzia stampa russa RIA Novosti. Farebbero parte della delegazione diplomatica esponenti dei ministeri degli Esteri e della Difesa russi, e parte dell’entourage di Putin. “Ora aspettiamo gli ucraini“, ha dichiarato Peskov, secondo il quale la località sarebbe stata scelta proprio dall’Ucraina.

Non sembra essere così, dato che il presidente Zelensky, pur accettando l’incontro per negoziare la pace, ha spiegato che questo non può svolgersi in Bielorussia, Paese satellite di Mosca da cui è stata lanciata parte dell’invasione. Il portavoce di Zelensky, Serhiy Nykyforov, ha rilanciato al disponibilità di Kiev a sedere al tavolo dei negoziati, ma questi non possono essere ospitati dalla Bielorussia. Precedentemente sono state indicati come possibili locazioni per i colloqui Varsavia, Istanbul e Baku, “ogni altro luogo da cui non volano missili contro l’Ucraina“.

L’appello di Zelensky alla Bielorussia e la disponibilità della Turchia a mediare

In un discorso tenuto domenica mattina, Zelensky ha rilanciato l’appello a russi e bielorussi a cessare l’ostilità contro l’Ucraina. Riferendosi alla Bielorussia, ha dichiarato: “Le forze russe stanno lanciando razzi contro l’Ucraina dal territorio del vostro Paese. Stanno uccidendo i nostri bambini dal territorio del vostro Paese, distruggendo le nostre case, cercando di distruggere tutto quello che per decenni abbiamo costruito, non solo noi ma i nostri padri e i nostri nonni. Come potrete guardare i vostri figli negli occhi?

Come potrete guardavi negli occhi fra di voi? Come potrete guardare i vostri vicini negli occhi? Noi siamo vicini, siamo ucraini“.

A stretto giro ha risposto il presidente bielorusso Alexander Lukashenko, che ha esortato l’Ucraina a inviare una delegazione a Gomel: “Tutti stanno aspettando la delegazione ucraina a Gomel, se non arrivano è una loro scelta“.

Lukashenko ha poi spiegato che gli attacchi missilistici sono stati una risposta all’ammassamento dell’Ucraina di “tre, quattro divisioni missilistiche vicino al nostro confine“. Torna la proposta di Ankara di ospitare i negoziati per la pace, dopo la notizia, riportata da Al Jazeera, dell’impossibilità per la Turchia di chiudere l’accesso al Mar Nero alla Russia.

I russi entrano a Charkiv: intensificati i bombardamenti

La seconda più grande città ucraina, Charkiv, è al momento al centro di aspri combattimenti, dopo l’entrata delle truppe russe. Charkiv, 40 chilometri dal confine con la Russia, potrebbe essere usata da Mosca come base per le operazioni verso il Sud del Paese, come riporta Al Jazeera, secondo cui il vero obiettivo sarebbe Dnipro.

Secondo Zelensky, la Russia starebbe bombardando aree residenziali.

Vasyl’kiv, Kiev, Chernihiv, Sumy, Charkiv e molte altre città in Ucraina stanno vivendo condizioni che sono state vissute l’ultima volta nel nostro territorio durante la Seconda Guerra Mondiale“, avrebbe dichiarato il presidente ucraino, come riferito da The Guardian.

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